Autostrade, si chiude l’era Benetton: via libera anche dal Cda di Atlantia


Autostrade, si chiude l’era Benetton: via libera anche dal Cda di Atlantia

Dopo quasi tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova è definitivo il riassetto di Autostrade per l’Italia. In seguito alla decisione affermativa dell’assemblea dei soci di Atlantia, società leader globale nel settore delle infrastrutture di trasporto autostradali ed aeroportuali di cui la famiglia Benetton è azionista di riferimento, spetta ora al Cda la decisione di accettare l’offerta del consorzio composto da Cdp, Blackstone e Macquarie per rilevare l’88% di Aspi. In realtà la decisione appare scontata poiché lo stesso board ha già espresso un parere positivo alla relazione illustrativa preparata per l’assemblea.

Il signing, ovvero la firma degli accordi vincolanti per la compravendita delle azioni, avverrà il prima possibile, si pensa addirittura questo venerdì. Diverso è il closing, ovvero il momento del pagamento vero e proprio e del passaggio delle quote: per questo serviranno diversi mesi e si pensa che avverrà nel primo trimestre 2022.

La holding dei Benetton si appresta perciò a cambiare rotta, restando sempre nel campo delle infrastrutture ma concentrandosi più sul campo tecnologia e sostenibilità. Questa prospettiva ha portato a dei buoni risultati in Borsa nella giornata di oggi 9 giugno 2021: il titolo si è alzato dello 0,8%, tornando a quota 16 euro. Sono ancora lontani i livelli pre tragedia Morandi e pre Covid ma, grazie alla liquidità ricavata dalla vendita della quota di Aspi, per la società si prospettano ottimi risultati nel prossimo futuro.





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