Paola Paronetto: “Le mie bottiglie-persone in paper clay”


“I miei lavori parlano di me. È come se fossi rappresentata dalle mie opere”. Con questa parole, Paola Paronetto introduce “Metafore”, il nuovo libro presentato di recente alla Triennale di Milano.

Paola Paronetto, nata a Pordenone nel 1965, è una ceramista apprezzata a livello internazionale, le cui ceramiche in paper clay sono esposte in prestigiose gallerie di design e musei in Italia e all’estero. Le sue opere sono pezzi unici di produzione artigianale dallo stile inconfondibile, armonioso incontro tra classicità e contemporaneità.

“Metafore” è il suo nuovo progetto. Di cosa si tratta?
Metafore” è un modo per raccontare chi sono attraverso le mie opere. Con questo libro spero di avvicinare il pubblico al mio mondo, trasmettendo l’idea poetica del mio lavoro. Per me creare ceramiche, significa dare vita ad oggetti animati, che rappresentano emozioni, pensieri e immagini diverse a seconda di chi le osserva. Mi piace molto vedere come gli altri interpretano ciò che faccio; per questo, nella seconda parte del volume, “Scenari”, ho deciso di raccogliere alcuni scatti che illustrano come, chi possiede le mie creazioni, le ha esposte in contesti differenti.

Lavorare la ceramica significa lavorare la terra, la natura con le proprie mani. Quando è nata la passione per quest’arte così antica?
Non c’è stato un momento preciso. È un’attività che amo da sempre: già da bambina mi divertivo ad impastare la terra con l’acqua. Da quando è diventata il mio lavoro, però, mi sono resa conto che è più di una passione: è un’ancora di salvezza nei momenti difficili. Andare in laboratorio e concentrarmi sui progetti mi aiuta a meditare e ritrovare la serenità di cui ho bisogno.

Tripodi di due colori, di Paola Paronetto 

Tra tutte le tecniche per la lavorazione della ceramica, lei ha scelto la paper clay. Come mai?
Credo che la tradizione sia fondamentale, ma, ad un certo punto penso sia necessario andare oltre. Per questo, dopo aver perfezionato le tecniche classiche di lavorazione dell’argilla, ho sperimentato metodi nuovi, non convenzionali. Desideravo creare ceramiche innovative, dalle forme audaci e fantasiose; e con la paper clay ci sono riuscita. La sua particolare formulazione permette di realizzare ceramiche atipiche, dall’aspetto imperfetto e armonioso, leggero e corposo allo stesso tempo, arricchito da rugosità e increspature sulla superficie. Inizialmente ero preoccupata che il mio stile non piacesse o non venisse capito, perché troppo distante dall’immaginario ceramico tradizionale. Poi, già dalla prima collezione “Cartocci” ho ricevuto numerosi complimenti e adesso sono davvero felice e fiera della mia scelta.

Da dove trae ispirazione per le sue opere?
È difficile dirlo. Probabilmente l’ispirazione principale è la natura, ma il più delle volte mi viene un’idea senza che io sappia da dove arrivi. Accade sempre all’improvviso: ho un’intuizione e comincio a vedere nella mente forme, colori, movimenti.

Opere varie di Paola Paronetto 

Tornando a parlare di legame con la terra… Pordenone è la città in cui è nata ed è la città in cui tutt’oggi risiede e lavora. Che legame ha con la Sua terra?
Più che avere un legame con Pordenone, sono molto legata ai miei affetti: potrei vivere in qualsiasi altro posto, mi basta avere vicino la mia famiglia, il laboratorio ed essere immersa nella natura.

Tra tutte le sue creazioni, a quale è più affezionata?
Alle bottiglie, la prima collezione in paper clay. Per me sono più di semplici oggetti: rappresentano delle persone, ciascuna con un carattere e un aspetto distinti. Mi piace comporne serie di diversi colori, altezze e volumi, perché mi ricordano gruppi di persone o famiglie in dialogo tra loro.

La copertina del libro dedicato a Paola Paronetto 

E per il futuro? Quali sono i suoi prossimi impegni?
Nei prossimi mesi mi dovrò dedicare ad una collaborazione con un’azienda francese molto nota, ma per ora non posso dire altro.

Se un ragazzo/a che vuole donare un tocco di stile al suo nuovo bilocale a Milano, le chiedesse quale tra la sue opere acquistare, che oggetto gli/le consiglierebbe? 
Il bosco, un’opera che richiama la forma degli alberi. Anche se non è una pianta vera, donerebbe un tocco di natura alla casa; è una buona idea, soprattutto per un appartamento in città.



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