Salvini cerca ancora un civico (ma gli alleati spingono Lupi). La sfida a Sala complica la strada della federazione- Corriere.it


La tela difficile della federazione. Se mai Salvini ne avesse dubitato, la giornata di ieri glielo ha garantito: tenere insieme le forze, e magari attrarne di nuove, un lavoraccio. Il che, va detto, non lo ha scoraggiato: i suoi lo descrivono come motivatissimo e pienamente calato nel ruolo di unificatore del centrodestra, anche a costo di pagare qualche pedaggio. Sulla carta, infatti, per la Lega ieri stato un giorno non proprio memorabile. Giorgia Meloni — che Roma — ha portato a casa non solo il candidato sindaco per la Capitale, Enrico Michetti, ma anche il ticket — proposto da Vittorio Sgarbi — con una personalit di grande prestigio come la magistrata Simonetta Matone, che peraltro il leader leghista avrebbe voluto come candidata numero uno: negli ultimi giorni l’ha sentita pi volte, incluso ieri sera prima di cena. Ma appunto, la parola d’ordine ormai federare: e cos, oggi incontrer anche Michetti.

Civico competitivo

Per contro, Salvini — che nelle mappe mentali Milano — ha dovuto chiedere una settimana di tempo in pi per individuare il frontman nel capoluogo lombardo. Nella partita milanese il leader leghista rischia di vedersi incalzato. Con Forza Italia e Fratelli d’Italia che gli ripeteranno ogni giorno — hanno gi cominciato — che se a Milano non ci fosse un candidato civico competitivo con Beppe Sala ( Cosa che ormai appare complicata, dice un azzurro) avrebbe senso lanciare in corsa Maurizio Lupi, assai noto e universalmente identificato con il centrodestra. Un pressing discreto ma insidioso: se Salvini dicesse no, dovrebbe farsi carico completamente di un candidato dalle dubbie chance di successo. Per giunta — dice un noto salviniano milanese — sarebbe fin troppo facile dire che Salvini, come federatore, ha dimostrato i suoi limiti. Se dicesse s, proprio lui che per primo ha detto di volere candidati civici, secondo i leghisti noi come partito avremmo gi perso: Meloni con i civici a Roma, noi con un politico di lungo corso a Milano.


Un partito unico non si fa in 15 minuti

Il manager Riccardo Ruggiero, il comunicatore Oscar di Montigny, il primario Gian Vincenzo Zuccotti sono i nomi che continuano a rotolare nella bussola. Per tutti, il problema che sono poco noti all’elettorato, cosa certificata da alcuni sondaggi. Anche se Salvini ripete che noi non campiamo di pane e sondaggi, il criterio la qualit. In ogni caso, il dado tratto. Salvini continuer a cercare di tenere tutti insieme in vista del sommo bene di un centrodestra unico nel 2023. Lo prova anche il fatto che il leader leghista in Calabria disposto a lasciare l’ultima parola sulla scelta del candidato presidente a Forza Italia: anche se qui il presidente oggi il leghista Antonino Spirl. D’altronde, i sondaggi che Salvini non guarda sembrano premiare il Salvini che unisce: un’indagine Emg che ieri in Lega passava di mano in mano attribuiva una piccola ripresa per la Lega, e anche una leggera flessione di Fratelli d’Italia. Insomma, il terreno da contendersi palmo a palmo. Con il rischio, per, che Forza Italia possa sabotare il percorso verso la federazione. Salvini da Bruno Vespa ha rivelato che Silvio Berlusconi gli ha proposto il partito unico. Io gli ho detto: non si fa in un quarto d’ora, non che in 15 giorni inventi il partito unico. Per, in Forza Italia ieri in tanti lo ripetevano: Al momento per la federazione non c’ alcuna riunione prevista.

9 giugno 2021 (modifica il 9 giugno 2021 | 21:42)





Source link