Roma, Castelli: “Si ragiona su fondo ad hoc fuori da Fondo sviluppo”


“C’è un problema che riguarda il Comune di Roma che, come sapete, sta nel Fsc (Fondo sviluppo e coesione, ndr). Potrebbe essere ragionevole, vista la specificità del Comune, pensare se possa essere più utile creare un fondo ad hoc per la Capitale, liberando così risorse dell’Fsc da distribuire agli altri Comuni. Questo è un tema che noi abbiamo calcolato e verificato, qualora la politica riuscisse a portare avanti la linea della legge speciale per Roma Capitale avrebbe un grande effetto”. 

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Lo ha detto la viceministra dellEconomia, Laura Castelli, in audizione in commissione parlamentare per l’Attuazione del federalismo fiscale. “Abbiamo fatto le simulazioni e vi posso assicurare che andremo molto più veloci nell’assegnare questo riparto, e non costerebbe nemmeno troppo. Di questo si sta ragionando”, ha aggiunto.

Sul tema del federalismo fiscale più in generale, la viceministra ha ricordato come la riforma fiscale prevista nell’ambito del Recovery Plan poi fornirà “un’opportunità anche per una revisione dell’assetto dei tributi locali, anche sulla parte che riguarda la capacità fiscale perequabile“. 

“A decorrere dal 2020 aumenterà del 5% annuo il target perequativo, ossia l’ammontare complessivo della capacità fiscale perequabile dei Comuni e delle Regioni a statuto ordinario, fino a raggiungere il valore del 100% nel 2029“, ha ancora spiegato.

Castelli si è anche soffermata sul tema dell’Imu: sul caso della quota dell’Ici, spiega, “possiamo pensare di provare a metterla nel Fsc anche in maniera perequata. Questo avrebbe effetti positivi ma bisogna capire se si può fare dal punto di vista giuridico”.

“Sui servizi sociali – ha concluso infine la viceministrta pentastellata – abbiamo fatto in legge di Bilancio un intervento aggiuntivo stanziando 216 milioni per la crescita annua che consentirà di raggiungere i 651 milioni di euro nel 2030, che è il fabbisogno per il finanziamento dei servizi sociali nelle Regioni a statuto ordinario”.





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