M5S leale a Draghi. Presto un incontro con il premier- Corriere.it


Il ritorno di Giuseppe Conte in televisione. Non più da presidente del Consiglio, ma da leader in pectore del M5S. Più di quaranta minuti di intervista su La7 a DiMartedì fra passato, presente e futuro. La caduta del governo? «Ho pensato che la democrazia parlamentare funziona così, se una forza che sostiene la maggioranza fa venire meno il proprio appoggio in piena pandemia… Ci sta anche questo, anche se molti italiani sono rimasti un po’ disorientati da questa iniziativa». Il Conte ter? «Si poteva realizzare a condizione di una solida investitura». Inseguire i responsabili come Ciampolillo è stato un errore? «Non c’era solo Ciampolillo, c’era anche Liliana Segre». La nascita dell’esecutivo a guida Mario Draghi? «Non rispondere all’appello di unità da parte del M5S sarebbe stato come volgere le spalle agli italiani». Sembra essere in forma, Giuseppe Conte. Sorride, scherza, risponde a tono ma sempre con garbo alle domande dei giornalisti. Affiancano il conduttore Giovanni Floris, Myrta Merlino, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, e il direttore di Libero Alessandro Sallusti.

Presidenzialismo? «Non me lo faccia anticipare»

Adesso il giurista di Volturara Appula è concentrato sulla prossima sfida: la guida di un Movimento che nel corso degli ultimi anni è stato al governo con la destra, con la sinistra, e adesso con tutti, eccezion fatta per Meloni. «Guidare una nuova forza politica, rinnovarla, rifondarla è una sfida complessa ma ho molto entusiasmo: chi la descrive come spaccata si sorprenderà». Sorpresi rimangono i presenti quando fa questo annuncio, che è la vera novità della serata: «Proporrò agli altri leader di ragionare su una riforma costituzionale che possa rafforzare il nostro sistema. Non è possibile che il sistema Italia sia affidato al singolo personalismo». Tradotto, domanda Floris, vuole arrivare al presidenzialismo? «Non me lo faccia anticipare».


«Strano che una forza di governo promuova il referendum»

Il suo movimento avrà «organi collegiali nuovi», ma, assicura, «dovrà confermare la freschezza e strutture agili». Di più: è convinto di riuscire a coinvolgere Alessandro Di Battista. «Quando ritornerà dalla Colombia ci metteremo attorno a un tavolo». Si rivolgerà all’elettorato moderato, che significa autonomi e partite iva, e dialogherà col Pd. «Ci sono delle differenze con il Pd perché noi abbiamo una chiara identità. Ci saranno dei punti di incontro, avremo la possibilità di costruire un cammino che speriamo di intensificare in direzioni comuni». Ribadisce poi che sulla prescrizione l’atteggiamento non muterà: «Non sono indifferente alla durata dei processi, figurarsi se da giurista non rispetto il principio della durata ragionevole del processo, ma ci sono tanti meccanismi per assicurarla». E sui referendum sulla giustizia sposati dalla Lega? «I referendum sono sempre ben voluti, quello che mi risulta un po’ strano è che una forza politica al governo promuova il referendum. Ha i ministri che stanno lavorando ai tavoli di giustizia e poi promuove un referendum. Fatto così mi sembra un po’ propaganda, i referendum sono una cosa seria».

«Mai cambiato registro»

Difende Arcuri: «Ha subito molti attacchi strumentali ma sui vaccini eravamo primi in Europa anche allora». E quando gli chiedono se il M5S staccherà la spina nel corso del semestre bianco, Conte risponde: «Nella mia natura e in quella del Movimento c’è grande lealtà prima che nei confronti di Draghi soprattutto verso la comunità italiana». L’ex premier, poi, rifiuta qualunque accusa di trasformismo: «Pubblicherò tutti i discorsi fatti nel corso dei miei due governi. C’è assoluta continuità, non ho mai cambiato registro…».

8 giugno 2021 (modifica il 8 giugno 2021 | 23:09)





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