Aramis, Ipo a Parigi tra i 23 e i 28€. Dalla Borsa tra i 446 e i 481 milioni


Aramis, gruppo francese specializzato nella vendita online di auto di seconda mano di cui Stellantis è azionista di maggioranza, ha prezzato l’Ipo tra i 23 e i 28 euro per azione. Aramis che  ha precisato che l’offerta include azioni nuove ed esistenti spera di raccogliere con l’operazione tra i 446 e i 481 milioni di euro.

Stellantis, che è l’azionista di maggioranza e che detiene una quota di quasi il 70% nella società, non venderà alcuna azione nell’ambito dell’offerta. L’inizio del trading è previsto per il 18 giugno. “La nostra ambizione è diventare la piattaforma digitale preferita in Europa per acquistare un’auto usata. Questa Ipo è un passo importante per Aramis Group, che ci consente di perseguire la nostra strategia di rapida crescita nei mercati esistenti e di condurre acquisizioni in nuovi paesi europei, come abbiamo fatto con successo dal 2017. Ora siamo presenti in quattro paesi, Francia, Belgio, Spagna e Regno Unito e continueremo a sviluppare la nostra offerta unica di auto usate ricondizionate per soddisfare la forte domanda di un mercato europeo in rapida digitalizzazione di oltre 400 miliardi di euro”, hanno commentato Nicolas Chartier e Guillaume Paoli, co-fondatori e rispettivamente presidente e Ceo di Aramis Group.

“Con il nostro track record di crescita redditizia e la nostra piattaforma tecnologica leader, riteniamo di essere nella posizione ideale per cogliere opportunita’ di crescita e creare valore per i nostri futuri azionisti, i nostri clienti e il nostro team“, hanno concluso i due dirigenti. Aramis ha affermato che i fondatori Nicolas Chartier e Guillaume Paoli continueranno ad essere azionisti di riferimento e a guidare la società dopo l’Ipo.

Per l’esercizio finanziario che si concluderà il 30 settembre, la società prevede entrate organiche di oltre 1,25 miliardi di euro e un margine per gli utili prima di interessi, tasse, deprezzamento e ammortamento tra il 2,7% e il 2,9%. Entrambi gli obiettivi sono su base pro-forma e non presuppongono ulteriori interruzioni legate alla pandemia di coronavirus. 

 





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