M5S, 70 parlamentari pronti all’addio. Conte corre ai ripari e…


Contrordine compagni. La lettura che danno all’interno del M5S (e non solo) dell’intervista rilasciata ieri da Giuseppe Conte al Corriere della Sera è chiara e semplice: è tramontata l’ipotesi di un’uscita dal governo Draghi. Ovvio che, come ha spiegato, l’ex premier farà valere le ragioni di alcune battaglie pentastellate all’interno dell’esecutivo, promosso sì ma non a pieni voti. Però niente strappi, nemmeno dopo l’elezione del presidente della Repubblica nel 2022.

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it a far tornare Conte sui suoi passi sarebbero stati i rumor fortissimi di un fuggi fuggi dal Movimento in caso di uscita dal governo. Le stime ufficiose parlano addirittura di settanta tra deputati e senatori grillini che erano pronti a lasciare in caso di rottura con il presidente del Consiglio e l’esecutivo di unità nazionale. E dopo la burrascosa fine del rapporto con Davide Casaleggio e l’Associazione Rousseau, Conte non poteva certo permettersi un’altra grana (enorme) interna. Con questa scelta l’ex premier fa pace anche con Beppe Grillo, il quale – sembra – non avrebbe gradito l’eventuale strappo con Draghi.

Altro tema caldo nei 5 Stelle, in attesa della carta dei valori e dalla convention che incoronerà Conte, è la questione dei capigruppo. Alla Camera, si sa, il presidente Davide Crippa sta per essere sostituito e, al suo posto, sarebbe in arrivo una promozione per il suo attuale vice, Riccardo Ricciardi, considerato ‘più allineato’ ai nuovi vertici pentastellati. Ma anche a Palazzo Madama ci sono importanti cambiamenti in vista. Ettore Licheri a breve verrà deposto e per la poltrona di capogruppo al Senato del M5S è corsa a due tra Paola Taverna e (questo sarebbe un ritorno) Gianluca Perilli.





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