Mottarone funivia: tolto il caso alla gip che ha scarcerato i tre indagati.


Non sarà il gip di Verbania Donatella Banci Buonamici, che ha scarcerato i tre indagati per la tragedia della funivia del Mottarone nella quale il 23 maggio scorso sono morte 14 persone, a dover decidere sull’incidente probatorio chiesto dalla difesa di Gabriele Tadini, il caposervizio della funivia ora ai domiciliari, ma il giudice Elena Ceriotti, “titolare per tabella del ruolo”. Lo ha deciso il presidente del tribunale di Verbania, Luigi Montefusco.

 

Poco dopo la Procura della Repubblica di Verbania ha chiesto al Tribunale del Riesame di annullare il provvedimento con cui il gip Banci Buonamici lo scorso 29 maggio aveva rigettato la richiesta di misura cautelare per Luigi Nerini, il titolare della “Ferrovia del Mottarone” che gestisce la funivia della strage, e per Enrico Perocchio, l’ingegnere direttore di esercizio. Lo ha confermato il procuratore della Repubblica Olimpia Bossi.

La gip Banci Buonamici, nella sua funzione di “supplente” ha deciso giustamente, rileva il presidente del tribunale, sui fermi dei tre indagati per omicidio colposo plurimo, ma non può decidere sull’incidente probatorio “rilevato – si legge nella nota del presidente del tribunale di Verbania – che il 31 maggio 2021 è cessato l’esonero dalle funzioni di gip di Elena Ceriotti, titolare per tabella del ruolo”. Dunque sulla richiesta di incidente probatorio sulla fune e sul sistema frenante della cabin, presentata il 3 giugno scorso dall’avvocato Marcello Perillo, difensore di Tadini, si deve esprimere il gip Ceriotti.

 

Il provvedimento si inserisce nella diversità di opinioni emerse tra il procuratore capo Olimpia Bossi e il gip Donatella Banci Buonamici, presidente di sezione coordinatrice dell’area penale ma a disposizione dell’ufficio gip per sopperire alla “grave situazione di sofferenza dell’ufficio Ceriotti”. Sotto la lente del presidente del tribunale è finita proprio la decisione della Banci Buonamici di autoassegnarsi il fascicolo sull’incidente della funivia del Mottarone che doveva essere assegnato al giudice Annalisa Palomba “impegnata in udienza dibattimentale”, come emerge in un documento a firma Banci Buonamici.

 

Se l’udienza di convalida non è in discussione, il presidente del tribunale ricorda che il gip supplente “non deve, per un’equa e coerente distribuzione del lavoro, accollarsi, sino alla definizione del procedimento, affari per tabella non spettantigli”. Rientrato il giudice titolare ora è tutto nelle mani di Elena Ceriotti: sarà lei a decidere sull’incidente probatorio e su eventuali altre questioni. Il provvedimento di esonero, su richiesta del presidente del tribunale di Verbania, viene trasmesso alle parti interessate e “per le valutazioni di competenza al consiglio giudiziario presso la Corte d’appello di Torino“, oltre che al presidente della Corte d’appello e al procuratore generale sempre di Torino.

Già sul piede di guerra gli avvocati della difesa: “E’ un provvedimento anomalo. Non è mai capitato che durante una partita venga cambiato l’arbitro nonostante tutti riconoscano abbia operato bene”. Lo ha detto l’avvocato Pasquale Pantano, legale di Luigi Nerini. Aggiunge Marcello Perillo, difensore di Gabriele Tadini, unico dei tre fermati ad essere agli arresti domiciliari: “Non si è mai visto un
provvedimento del genere. E’ la prima volta che non per un valido impedimento ma per un problema tabellare sia sostituito un giudice di un procedimento in corso”.

 

“Singolare”. Cosi viene definito il provvedimento da Alberto De Sanctis, presidente della Camera penale del Piemonte occidentale. “Mai – osserva –  viene riassegnato ad altro gip un fascicolo in fase di indagini, salvo in casi di impossibilità a svolgere le funzioni (per esempio: maternità o trasferimento ad altro ufficio). È doppiamente singolare che accada in un piccolo tribunale in cui il vero problema dovrebbe essere quello di evitare l’incompatibilità tra gip e gup. Non ‘bruci’ due gip perché avresti problemi a trovarne il terzo per celebrare l’udienza preliminare. È ancora più incredibile che questo avvenga d’urgenza, così di fatto da impedire al gip originario di decidere su una richiesta di incidente probatorio formulata dalla difesa”.

 

Secondo De Sanctis “queste inspiegabili decisioni rischiano di minare la credibilità della magistratura così come percepita dai cittadini e proprio non ne avevamo bisogno in questo momento storico. Spero – è la conclusione – che qualcuno all’interno della magistratura e dell’Anm se ne accorga così da tutelare l’indipendenza e la terzietà del giudice”.

 

 

 

 

 

 



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