tutti i dubbi di Berlusconi, che cerca la mediazione. Frenata sul gruppo unico- Corriere.it


Sta ascoltando tutti. Matteo Salvini certo, che continua a pressare e a spingere perch il progetto di federazione del centrodestra di governo vada in porto velocemente, con l’obiettivo magari di presentare liste unitarie gi alle prossime Amministrative. Ma anche i tanti dubbiosi, incerti o decisamente contrari all’idea del suo partito: dalle ministre che si sono esposte, come Gelmini e Carfagna, ai coordinatori regionali che consulter oggi in collegamento Zoom, ai big del partito nel Comitato di presidenza la cui riunione marted, ai parlamentari attesi ad assemblee di gruppo marted alla Camera e mercoled al Senato. E alla fine, Silvio Berlusconi far la sintesi. Che i suoi fedelissimi prevedono di mediazione, tale da non scontentare nessuno e accontentare un po’ tutti.

Il Cavaliere sapeva bene che, dopo il masso gettato nello stagno venerd scorso — quando ha aperto con un certo entusiasmo alla proposta del capo della Lega, formalizzata dopo mesi di discussioni con lui — sarebbe arrivata un’onda di ritorno, un piccolo tsunami. E si guardato bene dal pronunciare parole definitive. Al telefono ha dato pi o meno ragione a chiunque lo chiamasse — favorevoli e contrari — e adesso sta per fare una sorta di controproposta. Perch non pu dire no tout court a Salvini, che si spinto troppo oltre, ma nemmeno rischiare, come lo avvertono dal suo entourage, di perdere deputati e senatori in Parlamento e voti nelle urne, soprattutto al Sud, dove l’esodo verso Fratelli d’Italia potrebbe essere massiccio. Quindi serve intanto una frenata sui gruppi unici, la prima delle fusioni temute dagli azzurri. Non la accetteremo mai, tuonano i contrari, i big in privato e i loro referenti in Parlamento in pubblico: La confluenza o la federazione di FI e della Lega semplicemente un imperdonabile errore strategico e uno strafalcione tattico, dice Paolo Russo, molto vicino alla Carfagna e potente voce del Sud.



Contrarie Giusy Versace, Erica Mazzetti, Renata Polverini: Rischiamo di consegnare elettori alla Meloni. Mentre Gianfranco Rotondi giura che Berlusconi non gli ha chiesto affatto di entrare nella Lega. Ma quindi a cosa si pu approdare in tempi brevi? Antonio Tajani tiene ancora le carte coperte, ma pensa a un maggior coordinamento, proposte comuni, iniziative comuni. E se c’ chi gi lo chiama patto stretto di consultazione, Sestino Giacomonidelinea un possibile terreno: Potremmo coordinarci strettamente, molto pi di adesso, in Parlamento e lanciare iniziative insieme sulle tre grandi riforme indispensabili per il Recovery plan: quella dellaPubblica amministrazione da votare in Aula e del fisco e della giustizia raccogliendo assieme le firme nel Paese. Per, aggiunge il collaboratore stretto del Cavaliere, no a fusioni a freddo dei gruppi.

Insomma, un passo per volta. Ma una cosa certa: Berlusconi non pu e non vuole far cadere la proposta di Salvini. Perch la federazione gli piace, ci si impegnato e perch l’iniziativa lo ha visto tornare al centro dell’attenzione politica. E a decidere, alla fine, sar lui. Quindi va trovata la formula giusta in tempi brevi, in attesa che domani si tenga (come sembra) il vertice di tutto il centrodestra sulle Amministrative che dovrebbe vedere la chiusura su Roma e Milano (probabile Michetti a Roma, per non scontentare la Meloni, purch sia chiaro che in sua quota, dicono da FI) e (cos vorrebbe Salvini) il vertice sulla federazione mercoled, con anche l’Udc e Noi per l’Italia di Lupi. Il tutto, con la consapevolezza che il sogno di Berlusconi resta quello di un grande partito repubblicano, unico, coeso, che vada da Salvini a Meloni, da presentare alle elezioni. Ma di mezzo ci sono tante variabili, dal Quirinale alla durata della legislatura. Tutte decisive.

6 giugno 2021 (modifica il 6 giugno 2021 | 21:32)





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