Biden sta cambiando l’America ma Trump sogna di candidarsi nel 2024


Joe Biden sta velocemente cambiando l’America. Solo ieri il G7 sotto la spinta del presidente americano ha firmato un accordo storico per porre una tassa minima sulle società di almeno il 15%. Finalmente le multinazionali pagheranno il giusto dove producono i loro guadagni. E poi è alla firma del Congresso il gigantesco piano economico per rilanciare occupazione ,infrastrutture, politiche sociali, sicurezza sanitarie per gli americani meno abbienti. Ed ancora un accordo con il Dipartimento di Giustizia e il sistema della polizia per  garantire maggiori diritti soprattutto agli afroamericani da parte di una polizia che fino ad ora è stata fortemente insensibile e dura. E poi molto altro ancora , senza dimenticare il successo del piano vaccinale che sta portando il paese fuori dalla pandemia con l’obiettivo dichiarato di poter festeggiare il 4 luglio  l’indipendence Day dal virus.

Insomma in questo clima che dire di successo è dire poco, nonostante le difficoltà con il mondo repubblicano, c’è ancora qualcuno che sembra non voler vedere questi progressi e comincia ad attaccare Biden con il sogno delle legislative del 2022 ( per cercare di recuperare Camera e Senato) e delle presidenziali del 2024. E’ l’ex presidente Donald Trump  che nel suo “buen retiro” de Mar a Lago in Florida e in qualche convention repubblicana lancia discorsi esplosivi contro l’attuale Amministrazione.

“Stanno distruggendo il nostro paese sotto i nostri occhi” ha detto l’ex tycoon nella convention repubblicana in Carolina del Nord.

E quali le accuse lanciate contro Biden?

Innanzitutto di aver aperto completamente le frontiere agli immigranti e a tutti quelli senza documenti. “ La sinistra più radicale della storia che ha causato la peggior frode elettorale del nostro paese quando nel 2020 ha permesso il voto di tanti illegali e pure di gente probabilmente morta” ha inveito Trump ritornando alle elezioni e ai presunti brogli elettorali negati da tutte le azioni legali.

Nel mirino del repubblicano non ci sono solo le presidenziali ma tutte le elezioni a qualsiasi livello. “La sopravvivenza degli stati Uniti-ha detto-dipende dalla nostra capacità di eleggere figure repubblicane a qualsiasi livello, cominciando dalle elezioni a medio termine del prossimo anno”.

E nella convention ha ripetuto qualcosa a cui i repubblicani erano già abituati come le canzoni prima dell’intervento, il ritardo di un’ora nell’andare sul palco, la cravatta rossa, e “Dio benedica l’America”.

Con veemenza ha ricordato di aver lasciato a Biden un’economia in stato di grazia fino a quando è arrivata la pandemia.

Non ha mancato di evidenziare la presunta debolezza del paese contro gli ultimi attacchi informatici subiti da alcune grandi aziende della East Coast.

Donald Trump, da quando è stato “bannato” dai social media fino al 2023 con la possibilità di rivedere la posizione, è praticamente scomparso dai riflettori nazionali. Il suo tentativo di aprire un suo canale social è fallito miseramente.

Ma dove si è rafforzato è nel Partito Repubblicano anche grazie all’uscita di Liz Cheney che guidava la formazione alla Camera.

In più riprese l’uomo continua a gettare l’idea che potrebbe tornare a candidarsi per le presidenziali, anche se è un qualcosa che non ha precedenti nella storia americana.

Ma tutti i sondaggi lo danno vincitore nelle eventuali primarie repubblicane, contro candidati come l’ex suo vice Mike Pence o l’ex Ambasciatore all’ONU, Nikkey Haley.

E a Mar-a-Lago continuano i pellegrinaggi di nostalgici repubblicani e le serate di raccolta fondi per sostenere l’attività politica, con un unico motto “America First“ e il desiderio non troppo nascosto di tornare nell’Ufficio Ovale.

 

 

 

 

 





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