La qualità della classe dirigente


Mezzogiorno, 6 giugno 2021 – 09:16

di Mario Rusciano

I buoni consigli li danno solo gli stupidi per sembrare intelligenti. E quando c’ da eleggere un capo, ognuno pensa che se fosse lui, saprebbe cosa fare. Si suole dire che molti tifosi di calcio si credano provetti allenatori capaci di portare la loro squadra alla vittoria: e via coi consigli. Ma solo un gioco. Invece, a pochi mesi dall’elezione del Sindaco di una grande citt, ogni cittadino deve mettersi nei panni del primo cittadino, immaginandone impegni e responsabilit. In questo caso non un gioco qualsiasi ma la cosciente partecipazione democratica. I sondaggi pre-elettorali allora devono badare pi ai cittadini che ai candidati coi loro programmi-slogan. I sondaggisti anzi farebbero bene a misurare la partecipazione degli elettori non tanto sulla percentuale di ciascun candidato e dell’enorme astensione quanto sulle proposte dei cittadini. Il rischio che costoro propongano banalit fondato, ma compensato comunque dall’utilit di conoscere le loro idee di citt e di chi dovrebbe governarla.

Coi mezzi telematici dunque va sondato l’umore della gente, dopo la pandemia, in una citt disastrata come Napoli. Forse cos la scelta del nuovo Sindaco potrebbe orientarsi non verso persone di facile popolarit o di tifo calcistico, magari con doti istrioniche di comunicazione, ma verso persone affidabili per esperienza e competenza. A prescindere infatti dalle colpe oggettive e soggettive, una cosa certa: la passata gestione comunale lascia a Napoli una massa di rovine. Chi entrer a Palazzo San Giacomo allora dev’essere anzitutto capace di sobbarcarsi alla rimozione delle rovine. Compito titanico poich nel tempo se ne sono accumulate troppe e non solo materiali. Preoccupano specialmente le rovine culturali, pi pesanti e meno visibili. La cui rimozione strumentale: non rimuovendo le rovine morali intellettuali spirituali – cause prevalenti dei guasti napoletani – sar difficile rimuovere quelle materiali e progettare il futuro. Soprattutto sar difficile ricomporre il tessuto civile della citt. Proprio per capire come farlo essenziale una capillare consultazione popolare sui bisogni reali della cittadinanza – per settori, categorie, quartieri – affidandone la ricerca, per esempio, agli ottimi sociologi della Federico II. Meglio se con l’ausilio sia dei maggiori partiti sia di sindacati, ordini professionali, organizzazioni laiche e religiose del terzo settore nonch dei giornali. Sappiamo che il tessuto civile frammentato e conflittuale: il popolo napoletano stratificato per ceti impermeabili. Che non si ascoltano e non si parlano: quindi non si riconoscono e non si rispettano! Sappiamo quali sono gli ostacoli alla coesione sociale. Li abbiamo detti e ridetti fino alla noia: diseguaglianze, ingiustizie, disoccupazione, lavoro nero, dispersione scolastica, nuove povert, prevaricazioni criminali pi o meno organizzate. Tutti generano individualismo, anarchia, ripudio di legalit e solidariet. Perci, se davvero sta iniziando la fase post-pandemia, importante un’indagine scientifica a tappeto sulle reti sociali della citt e sulle diverse e contrastanti esigenze territoriali e settoriali. Sarebbe un grande aiuto al nuovo Sindaco, chiunque sia, per inventare metodo e stile di governo. Non basta l’ascolto dei cittadini, condotto dai candidati in campagna elettorale, generico e destinato a tradursi in promesse a effetto, non in fatti concreti. Che invece sono il primo stadio della ricostruzione del senso civico, smarrito da molti anni dai napoletani.


Forse da qui all’elezione c’ poco tempo per un’indagine compiuta, ma gi la sola impostazione di essa gioverebbe a qualche positivo segnale d’inizio-mandato del nuovo Sindaco. A cominciare dalla composizione della squadra di governo, assodata l’insufficienza d’un solo ciclope al comando. Dopo la lunga esperienza di una velleitaria dirigenza comunale, divisiva pi che accorta all’intera cittadinanza, la prima vera prova del nuovo Sindaco sar la scelta di assessori, alti dirigenti comunali e responsabili di societ partecipate. Per ora il panorama degli schieramenti non promette molto di buono. Tra partiti, movimenti civici e sostegni elettorali (chiss quanto posticci) possibile che s’assista alla solita distribuzione cencelliana di fette di potere. Speriamo di no, giacch la composizione della squadra di governo sar il passaggio pi delicato, e pi eloquente, sul quale misurare l’autorevolezza del nuovo Sindaco. L’annuncio preventivo delle personalit investite delle cariche pi significative della nuova giunta far capire agli elettori il valore e la qualit di ciascun candidato-Sindaco. Del quale un sicuro pregio sarebbe appunto far conoscere – prima dell’elezione e curricula alla mano – a chi toccheranno le maggiori responsabilit di governo (Vice Sindaco, Assessori importanti, Direttore generale). Dopo il continuo cambio di personaggi (spesso impreparati) nei posti-chiave dell’amministrazione per convenienze politiche del Sindaco uscente, non si vuole certo escludere i politici. Ma sarebbe un segnale non banale l’inserimento in giunta di manager e tecnici d’esperienza collaudata, disposti ad assicurare stabilit e continuit dell’impegno sebbene mal pagato. Possibile che a Napoli non si trovino n politici con doti tecniche e manageriali, n tecnici e manager con sensibilit politica?

6 giugno 2021 | 09:16






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