Veltroni: «Io, juventino amato a Roma. Il Napoli merita sindaco che consideri la squadra luce degli occhi»


Mezzogiorno, 5 giugno 2021 – 08:14

L’ex primo cittadino della Capitale: «Il tifo calcistico è una cosa ma la priorità è sempre la città»

di Walter Veltroni

Non ho consigli da dare, né da indicare modelli. Il direttore del Corriere del Mezzogiorno mi chiede di raccontare la mia esperienza e lo faccio volentieri. Sono stato juventino e sindaco di Roma. Una volta un cittadino in un dibattito mi disse che ero bravo ma avevo un solo difetto; non ci fu bisogno che aggiungesse altro. Ma nella prima campagna elettorale andai nella sede del Roma Club di Testaccio, luogo storico della tifoseria giallorossa, e sfidai il presidente in una gara tra chi riconoscesse più giocatori nelle foto storiche appese al muro. Ne uscii benissimo, sapevo individuare anche i nomi dei terzini della Rometta di Oronzo Pugliese, titolari e riserve. I tifosi laziali mi rispettarono perché in una trasmissione condotta dal mitico De Angelis, in una delle radio preferite dai biancazzurri, parlai a lungo di Arrigo Dolso, talentuoso centrocampista, e delle promesse della squadra primavera del momento.


Lo scudetto giallorosso

Quando la Roma vinse lo scudetto fui felice, davvero felice. Perché un sindaco vero è in primo luogo tifoso della sua città. Luigi Petroselli aveva sempre tifato Milan, folgorato da Gianni Rivera. Ma sostenne la Roma, con autentica passione. Quando Bettega, persona che stimo, si lamentò perché avevo partecipato ai festeggiamenti dello scudetto giallorosso gli risposi che era non solo mio dovere farlo, ma mia assoluta convinzione. Un sindaco deve partecipare dei sentimenti della sua città, sempre. Il tifo calcistico è una cosa ma la priorità è sempre la città, sempre. Aggiungo che l’assenza di faziosità è il primo requisito di un buon sindaco, non solo nel calcio. Io ho sempre cercato di unire la mia comunità. Feci mettere una targa all’Olimpico per ricordare il sacrificio del tifoso laziale Vincenzo Paparelli, feci intitolare due strade limitrofe ad Agostino Di Bartolomei e Luciano Re Cecconi, e i tifosi delle due squadre parteciparono insieme. Così come cercai di ricostruire una memoria integrale della città sui fatti del terrorismo, che avessero riguardato ragazzi di destra o di sinistra.

Prima la città

Prima la città. Ho sempre detto che gli strumenti necessari per un sindaco sono ago e filo. Una città va costantemente ricucita urbanisticamente, socialmente, civilmente. Una grande squadra come il Napoli merita che il sindaco la consideri come la luce dei suoi occhi. Non sarà meno juventino, ma più sindaco. P.s. Una volta che andai a trovare Maurizio Sarri a Castelvolturno nell’attesa, con quella squisita persona del capo ufficio stampa Nicola Lombardo, passai in rassegna le immagini degli undici storici della società. Riconobbi, scorrendo le annate, Cuman, Bandoni, Ronzon, Fanello, Panzanato, Vianello, Montefusco…. Il calcio, un tifoso vero, lo ama tutto, sempre.

5 giugno 2021 | 08:14






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