tra popolo e magistratura fiducia da ricostruire- Corriere.it


Davanti ai capigruppo dell’ampia e variegata maggioranza, la Guardasigilli spiega che una giustizia più veloce e efficiente serve non solo a incassare i miliardi del Recovery fund europeo, ma anche a rilegittimare l’ordine giudiziario davanti ai cittadini. Cita parole di Giovanni Falcone — «Autonomia e indipendenza della magistratura, se non coniugate a efficienza del servizio, sono privilegi di casta non compresi dalla società» — e illustrando le proposte della commissione ministeriale sulla riforma del Csm e della valutazione professionale delle toghe ammonisce: «Sicuramente i fatti di cronaca dei mesi più recenti hanno reso improcrastinabili e più urgenti gli interventi».



Nel tentativo di garantire maggiore trasparenza nella scelta di procuratori e procuratori aggiunti (il cuore del «caso Palamara»), la commissione propone alcune modifiche ai «requisiti per il conferimento di funzioni direttive e semidirettive», andando a incidere sia sulle «valutazioni di professionalità» che nella previsione di «puntuali parametri e indicatori attitudinali, suddivisi in generali e specifici, in relazione al posto da ricoprire». L’obiettivo è evitare una «eccessiva discrezionalità» nelle decisioni del Csm, sia pure senza tornare ad automatismi come la «anzianità senza demerito» che limiterebbero il ruolo del Consiglio. Tuttavia una delle previsioni è proprio che, a parità di valutazioni, prevalga il candidato più anziano.

Per il resto sono consigliate alcune pratiche — come il conferimento degli incarichi in ordine cronologico, per evitare le cosiddette «nomine a pacchetto» spartite tra le correnti, o l’obbligo di svolgere audizioni per tutti i candidati, già adottate dal Consiglio con circolari interne, ma dandogli la forza di leggi più difficili da disattendere. Il passaggio dalle funzioni di pm a quelle di giudice, o viceversa, con tutte le restrizioni attuali, non sarebbe possibile più di due volte in carriera (adesso c’è il tetto di quattro).

Alcune indicazioni riguardano la composizione e l’elezione del Csm: la commissione suggerisce di tornare a 30 componenti (20 togati e 10 laici), e per le candidature dei magistrati è prevista la raccolta di sole 10 firme, in modo da favorire la presenza di più aspiranti, slegati dalle correnti, in aggiunta a ulteriori accorgimenti sul sistema elettorale. Per altre modifiche considerate importanti (come l’indicazione del vicepresidente da parte del capo dello Stato che presiede il Csm, o il rinnovo parziale ogni due anni) servirebbero invece riforme costituzionali.

Sulle toghe che vogliono scendere in politica aumentano le restrizioni: chi decidesse di presentarsi alle elezioni dovrà chiedere l’aspettativa almeno quattro mesi prima, e comunque non potrebbe farlo nel territorio in cui ha lavorato negli ultimi due anni (la candidatura di Catello Maresca a sindaco di Napoli, avanzata dal centrodestra, con queste regole non sarebbe stata possibile); il rientro in ruolo è previsto in regioni diverse e non limitrofe, e solo in organi collegiali.

4 giugno 2021 (modifica il 4 giugno 2021 | 22:44)





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