Atlete trans: Valentina Petrillo prima azzurra, quanti divieti negli Stati USA


Atlete trans: Valentina Petrillo prima azzurra, quanti divieti negli Stati USA

Valentina Petrillo in partenza per la Polonia, dove sta partecipando ai campionati europei paralimpici: in sette Stati USA non potrebbe farlo

Valentina Petrillo è la prima atleta trans a difendere i colori azzurri in una competizione internazionale: i Campionati Europei Paralimpici di Atletica leggera in Polonia, dal 1 al 5 giugno.

Tesserata per la Omero Bergamo, Valentina Petrillo è un’atleta ipovedente e si presenta in Polonia con il record italiano di 1’00’’31 sui 400m, stabilito il 22 maggio a Faenza.

“Correre per i colori dell’Italia significa coronare il sogno che avevo sin da bambina – dice Valentina Petrillo – Ora mi aspetto di conquistare una medaglia e di fare una prestazione importante. Credo che la mia presenza in Polonia possa essere un segnale forte nella direzione del riconoscimento dei diritti delle donne e delle persone Lgbtiq, sia in quel Paese, sia in tutto il mondo. La Fispes, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, mi sostiene e crede in me, insieme a Uisp, Gruppo Trans APS e Ethnos. Sta finalmente emergendo la mia figura di donna sportiva, insieme ai miei risultati, rispetto al mio percorso di transizione. E per me questo è un grosso segnale di apertura e di inclusione”.

Ben altro clima sull’altro versante dell’Oceano, dove la Florida è il settimo stato americano a vietare alle trans di prendere parte alle competizioni femminili. In precedenza avevano assunto la stessa decisione dopo Alabama, Arkansas, Idaho, Mississippi, Tennessee e West Virginia.

Il Governatore repubblicano Ron DeSantis ha firmato la legge proprio all’inizio del mese dedicato al Pride, nonostante le proteste delle associazioni LGBTQ+ che la definiscono “discriminatoria” e minacciano ricorsi.

Secondo le regole ora in vigore, ogni persona deve gareggiare in base al genere biologico che viene certificato all’atto della nascita. I sostenitori di questo provvedimento sostengono, in caso contrario, che un’atleta trans godrebbe di un vantaggio improprio rispetto alle rivali.

 





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