“Gli oncologi sono dei killer, ecco come curare un tumore”. Scatta il massacro – Libero Quotidiano



“Gli oncologi sono serial killer a pagamento”: questo quanto sostenuto da Maurizio, proprietario di un negozio dove si vende anche “argento colloidale” da bere, usato contro virus e batteri nell’800 e da tempo abbandonato. Lui ritiene serva contro il cancro e punta il dito contro “la mafia farmaceutica” che non permette di venderlo. Spaccia, insomma, idee e prodotti pericolosi: questo tipo di argento colloidale, infatti, non solo non serve a nulla contro i tumori ma è anche tossico e proibito in questo uso.

 

 

 

All’attore ingaggiato dal programma di Italia 1, Maurizio spiega che ci sono altri modi per sconfiggere i tumori, come la cura dell’alimentazione: “Qualsiasi cosa che abbia anche un minimo di latte va ad alimentare il tumore, ma anche il glutine e tutto ciò che ha a che fare con le spezie chimiche”. Lui invece consiglia di mangiare “salmone, tonno, sgombro, tutto pesce più crudo possibile”. E infine il consiglio sull’argento colloidale: “E’ una cosa da bere che va a distruggere le cellule tumorali. E’ piena di ioni d’argento”. L’inviato de Le IeneAlessandro Di Sarno, è andato a sentire il parere di un esperto, Daris Ferrari, direttore di oncologia all’ospedale San Paolo di Milano: “Non solo non ha effetti contro il cancro, ma l’accumulo di argento provoca anche una malattia che si chiama argiria e determina una particolare colorazione blu-argentata della pelle. L’argento in quanto metallo si può depositare anche in vari organi, come il cuore, il fegato, i reni, e quindi danneggiarli progressivamente”.

 

 

 

Di Sarno allora va a trovare direttamente il commerciante e gli dice: “Lei non potrebbe vendere argento colloidale, è vietato in Italia”. Lui nega e poi aggiunge: “Io credo in quello che dico, ho visto troppi miei amici morire. Non ho nessun titolo di studio, non sono laureato, ma voi mi spiegate perché non possiamo vendere una cosa che fa così bene?”. “L’argento colloidale è pericoloso”, gli ha spiegato allora l’oncologa Martina Violati.

 

 

 





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