con 20 milioni di dosi giugno mese della svolta- Corriere.it


ROMA Quasi quattro italiani su dieci, tra i vaccinabili, hanno ricevuto almeno una dose: circa 23 milioni. A ciclo completo uno su cinque: 12,1 milioni. Ieri sono partite anche le farmacie, in prevalenza col preparato J&J. Stasera le Regioni aprono le prenotazioni a tutte le fasce d’età — avviando la campagna massiva — mentre è in arrivo un carico di tre milioni di dosi Pfizer, il più ingente finora. È «la spallata decisiva — dice il commissario Francesco Figliuolo — perché sono in arrivo a giugno 20 milioni di dosi».

L’immunità di gregge — ambizione di settembre — si scontrerà però da ora in poi con la mancata obbligatorietà dell’adesione alla campagna. Da domani si comincerà a capire il tasso di risposta dei più giovani, la fascia tra i 16 e i 29 anni. Quella potenzialmente più restia alle inoculazioni, perché meno a rischio col Covid nella percezione e nella realtà. Si tratta però di una platea decisiva per mettere in sicurezza la collettività: parliamo di 8,3 milioni di giovani, a cui aggiungere gli oltre 2,3 milioni di ragazzi tra i 12 e i 15 anni, fascia d’età che ha appena appreso di poter vaccinarsi con Pfizer dopo l’ok dell’Aifa. Vaccinando tutti il virus perde forza, grado di trasmissibilità, quindi capacità di contagiare: è utile che tutti facciano la loro parte.


Domani cominceranno anche le aziende. A mano a mano la rete vaccinale — costruita sull’emergenza sanitaria — si arricchirà di almeno 800 punti aggiuntivi. Ieri il commissario Figliuolo ha inaugurato quello di Confindustria a Roma. In tutte le regioni stanno mettendo a punto la rete di rifornimenti con le Asl, complice l’ingente approvvigionamento di Pfizer che sarà utilizzato anche per questo canale. Tra le prime il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, la Toscana, la Puglia e il Lazio. I locali per le vaccinazioni sono stati tutti vagliati dalla struttura commissariale. Servirà l’ausilio dei medici aziendali. Oltre alla rete dei laboratori Inail per le piccole imprese che ne sono sprovviste. Ma è chiaro che bisognerà rodare l’ultimo miglio delle forniture ancora non testato.

Cominciano anche i ragionamenti sulla fase due della campagna. Ieri il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, ha aperto all’ipotesi di «smontare» i grandi hub vaccinali alla fine dell’estate passando il testimone ai medici di base. Che però lamentano la difficoltà di gestire le inoculazioni. Sono al lavoro con il ministero della Salute per cooperare con la piattaforma di Poste, usata però solo in sette regioni. «Serve la cooperazione applicativa — dice il segretario della federazione dei medici, Silvestro Scotti — un sistema che legga il contenuto delle piattaforme regionali e fornisca l’elenco di chi deve essere vaccinato».

La comunicazione tra banche dati serve già da ora. Ci sono da tracciare tutti gli over 60 che non hanno aderito alla campagna: almeno 3,6 milioni. Il sistema delle tessere sanitarie, gestito da Sogei per conto della Ragioneria dello Stato, è in grado di farlo ma solo il Piemonte ha attivato il servizio di interrogazione del cervellone informatico del Tesoro. Ieri l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha concesso l’omologazione d’urgenza al vaccino cinese Sinovac assicurando che «rispetta gli standard internazionali di sicurezza, efficacia e di fabbricazione». Un preparato che però dovrà essere approvato in Europa dall’Ema.

1 giugno 2021 (modifica il 1 giugno 2021 | 23:11)





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