sede Rai di Milano, il piano non si tocca- Corriere.it


Nuovo derby Milano-Roma. Al centro dello scontro l’insolita alleanza dei candidati sindaci della Capitale contro la realizzazione del nuovo centro di produzione Rai a Milano. No alla Saxa Rubra del Nord dicono in coro dalle pagine del Messaggero, Virginia Raggi, Roberto Gualtieri e Carlo Calenda. All’asse romano replica l’asse milanese-lombardo. Tocca al sindaco Beppe Sala rispedire l’accusa neanche tanto velata di scippo. «Noi chiediamo quello che ci spetta. Del progetto al Portello si parla da anni. Se all’ultimo momento qualcuno, per motivi elettorali, ha qualcosa da dire mi chiami pure». Non ci va leggero neanche il governatore leghista, Attilio Fontana: «A favore della nuova sede Rai si sono espressi, negli ultimi anni, tanti cda di differenti sensibilità. Oggi è stata finalmente presa una decisione su un progetto che risponde a una logica di strategia industriale che guarda al futuro dell’azienda, di Milano e del territorio. Polemizzare contro questa decisione a soli fini elettorali è triste. La Rai è al servizio del Paese e del suo sviluppo».

Attacca anche il viceministro Alessandro Morelli, uomo della Lega per la Rai: «L’ex ministro Gualtieri getta la maschera insieme alla sinistra ai danni di Milano e in spregio alle scelte del cda Rai. Sono loro i veri mandanti del ritardo sul trasferimento della sede, nel colpevole silenzio del Pd milanese». Storia antica quella del centro di produzione meneghino. Se ne parla da decenni senza mai venirne a capo se non nell’ultima settimana. L’indagine per trovare immobili adatti all’azienda era partita nel 2014 e già allora c’era l’ipotesi di portare tutto al Portello. La Fondazione Fiera Milano aveva infatti proposto le «vestigia» degli ex padiglioni 1 e 2 del vecchio quartiere espositivo. Passano altri sette anni e venerdì, con il cda Rai in scadenza, viene dato il via libera al nuovo centro.


Il primo a gioire è proprio Sala: «Finalmente il segnale che chiedevamo da tempo è arrivato. Ora tutti al lavoro per realizzare il progetto, dando nuovi stimoli al sistema radiotelevisivo pubblico». Seguito a ruota da Fontana: «Meritiamo questo riconoscimento, atteso da troppo. Noi siamo pronti a mettere in campo tutte le nostre risorse e se necessario ci faremo promotori di un tavolo tra tutte le istituzioni». Gioia prematura. Roma si è messa di traverso e in molti temono che la tela tessuta di giorno venga disfatta di notte. Magari dal prossimo cda. «Ci risiamo — dice sconsolato Francesco Aufieri, segretario generale della Slc Cgil — Faccio un appello a tutti i candidati a non usare la Rai per fare campagna elettorale. È insopportabile che venga messa Milano contro Roma per un po’ di propaganda». Chissà se verrà ascoltato.

30 maggio 2021 (modifica il 30 maggio 2021 | 21:04)





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