Il sindaco che vorrei | Deve dare ai giovani un futuro nella loro città


Mezzogiorno, 29 maggio 2021 – 09:12

di Sebastiano Maffettone

Due recenti esperienze mi hanno colpito e ridato speranza sul futuro di Napoli. Sono esperienze personali e come tali minori, ma che, a parer mio, mostrano significative caratteristiche culturali della nostra citt. Le due esperienze, piccoli eventi cui ho partecipato, riguardano rispettivamente una serie di video intestati a un Caff Illuminista che Stella Leonetti sta preparando in occasione della presentazione del catalogo del Museo Filangieri (che avverr il Primo Luglio) e il ricordo del filosofo Ernesto Paolozzi.

Un amico da poco deceduto, che ha avuto luogo su iniziativa della libreria IoCiSto il 26 di questo mese. In questo articolo, collego queste due esperienze a quella che ritengo una buona notizia, e non solo da un punto di vista partigiano. Si tratta in questo caso della decisione del Professore Gaetano Manfredi di accettare la candidatura a Sindaco di Napoli. Credo infatti che tra le due cose ci sia un nesso sottile, e solo per questo mi permetto di fare un endorsement per una carica politica.


Leonetti propone – pi che interviste- una serie di ragionamenti filmati con rappresentanti della cultura, in cui si discute di temi che riguardano la possibilit di vedere la Napoli di oggi come una capitale dell’Illuminismo. Non c’ dubbio che uno dei Filangieri, Gaetano, fosse ai suoi tempi un grande Illuminista in una citt che poteva a buon diritto pretendere di essere una Capitale dell’Illuminismo.

Ma in che senso possibile ripetere oggi una vicenda del genere? La mia sensazione che la difficolt di crederci dipenda dallo iato sempre pi forte che si aperto tra la cultura alta di Napoli, che esiste e resiste, e la possibilit di farla valere nella societ. Insomma, a farla breve, tra la vocazione illuministica di Napoli e la citt si frapposta la questione meridionale, il ritardo permanente di questa meravigliosa citt – la Foresta Vergine come la battezz La Capria – che rimane sempre una realt parzialmente incompiuta.

Il ricordo collettivo di Ernesto Paolozzi, invece, stato occasione di una sorpresa perch in qualche modo smentiva il timore di questa impossibilit di collegare idealit e realt sociale. Nell’occasione, mi sono trovato di fronte a un vero e proprio assembramento, come si dice oggi, sia pure ordinato e civile, all’aperto e con distanza tra le persone. Ora, assembramenti avvengono di solito per gli aperitivi e le partite di calcio. Ma era francamente inaspettato che la stessa cosa avvenisse per ricordare post mortem un gentiluomo, per altro bravo filosofo di fede crociana e liberale. Mi sembrato che da quella partecipazione ampia e sentita venisse fuori una vigorosa energia culturale e una voglia di farla diventare realt, di cui l’amico Ernesto, per le sue qualit intellettuali e personali, era il simbolo. Energia culturale che d’altronde confermata dalla presenza attiva sul territorio di decine di fondazioni e enti istituzionali.

E qui viene la buona notizia politica, l’endorsment se preferite. Con il legame coi due fatti che ho menzionato. Penso che oggi pi che mai Napoli abbia bisogno di una personalit autorevole che – con alle spalle un vasto consenso politico – sia in grado di trasformare questa potenzialit, l’energia che emana dalla citt, in una realt non solo culturale ma anche sociale. Credo che Gaetano Manfredi sia una delle poche persone in grado di ricoprire con capacit e dignit un ruolo cos impegnativo. Lo abbiamo visto all’opera come Rettore e come Ministro, e il livello del suo intervento parso sempre orientato in questa direzione e capace di raggiungere risultati di alto livello. Un esempio per tutti la Apple Academy e la sua collocazione nel cuore di Napoli Est. Naturalmente, sono consapevole – come tutti del resto, a cominciare dal candidato Manfredi – del fatto che i problemi sostanziali di Napoli sono enormi, a cominciare dal dissesto finanziario, dalla disoccupazione, dalla criminalit e dal caos urbano. E che trascendono di molto le interpretazioni di piccoli eventi culturali cui ho fatto cenno io.

Eppure, mi sembra che quella vocazione umanistica di Napoli che viene fuori da centinaia di episodi del tipo di quelli che ho raccontato non vada persa. il segno della presenza robusta sul territorio di quello che si chiama, con discutibile espressione, capitale umano. Sarebbe a dire di persone colte e capaci. Costoro si confrontano purtuttavia con una realt improba, che rende molto difficile se non impossibile realizzare in loco tali eccellenze intellettuali.

Il primo impegno morale del prossimo Sindaco dovrebbe essere quello di dare ai giovani napoletani la speranza di potere fare quello che sanno fare l dove sono nati e cresciuti. Manfredi ha dichiarato di recente, parlando della sua candidatura a Sindaco di Napoli, che costruire la citt del futuro un grande sforzo che deve mettere in campo le migliori energie. Credo che l’ingegnere umanista Manfredi intenda, con queste parole, qualcosa di simile a quanto appena sostenuto. Vaste programme? Senza dubbio. Proprio per questo: Auguri professor Manfredi!

29 maggio 2021 | 09:12






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