Il sindaco che vorrei| Serve un leader. Adesso bisogna ripartire da zero


Mezzogiorno, 29 maggio 2021 – 09:56

di Eduardo Cicelyn

La domanda sarebbe se un sindaco noi lo vogliamo. Buono o cattivo, nel caso lo si vedrebbe dopo un po’. Quello che ora non sappiamo se Napoli abbia davvero bisogno di un primo cittadino. Se cio un appellativo cos pretenzioso, un primato civico in altri tempi tanto agognato, nei modi in cui partiti stanno presentando le loro proposte, sia ancora qualcosa di desiderabile da molti e magari utile per quelli che militano a ritroso dalla seconda fila in poi, verso il basso delle strade e dei quartieri via via pi lontani da Palazzo San Giacomo.

Uno sar l’eletto. A quanto pare scelto tra le due coalizioni che si stanno formando. Gaetano Manfredi, ex rettore ed ex ministro, sindaco in pectore di una presunta maggioranza tutta da inventare tra sinistre varie e polvere di stelle, finora si era fatto notare solo per una letterina di rifiuto. Ma in extremis si accorto di poter essere lui Babbo Natale con i soldi promessi dal governo. O dall’ex governo. O solo da tre esponenti di un’area di governo che per contiene anche due partiti (la Lega e Forza Italia), forse non proprio disponibili a spianare la sua campagna elettorale. Peraltro oscurando il proprio candidato partorito poche ore prima, il quale ha pure l’handicap di essere un magistrato. De Magistris lo era, anzi lo fu, siccome immobile perch dismesso senza troppo onore. Maresca lo , anzi lo stato fino a ieri, probabilmente torner ad esserlo, siccome ancora mobile, in aspettativa, un po’ civico e un po’ di destra.


Poi ci sono la Clemente e D’Angelo, quel che al momento resta della stagione demagistrisiana. Infine Antonio Bassolino, esperto di modernariato politico, outsider di un centrosinistra senza capo e con molte code, tante quante sono le liste a seguire il candidato Manfredi che per non pare tanto d’accordo. La partita nella partita la gioca, infatti, sopra tutto e tutti l’uomo di Santa Lucia, provincia di Salerno, il cui obiettivo di signoreggiare su Napoli, costi quel che costi, accumulando voti come fossero gabelle da riscuotere a destra e a manca. Da quel castello il messaggio arriva forte e chiaro: se proprio lo si deve eleggere, sia un sindaco qualsiasi. Allora ben venga Manfredi, che almeno si presenta bene! E magari la pensano cos anche in altre sedi. A Roma dove si certificano accordi improbabili tra Pd e 5 stelle o tra Meloni, Salvini e i resti di Forza Italia che timbrano la candidatura di Maresca, perch temono di condividere una sconfitta politica e, calcolando il riflusso di quella sinistroide, si appostano sulla riva affidandosi alla corrente civica del magistrato ondivago.

Nessuno per, escluso Bassolino spero, vuol fare i conti con un fatto che a me pare lampante. Il dopo de Magistris non sar un tempo banale, dato che con lui che ogni idea di sinistra precipitata nell’insignificanza populista e poi in una specie di deregulation postideologica. Un giudizio su questi temi va dato con chiarezza e onest. Per esempio, la prima cosa su cui Manfredi dovrebbe esporsi se vuol parlare alla citt. A me pare una tarda illusione politicista quella di esimersi dal giudicare il passato sperando di cavarsela ricostruendo sottobanco alleanze di potere a partire dal centro di spesa regionale sotto l’ombrello del Recovery. E mi meraviglia e sconforta il disegno contrapposto di un procuratore anticlan chiamato a gestire i pi complessi e oscuri organigrammi del centrodestra napoletano, senza un minimo di autocoscienza collettiva sui mali che quel mondo cova in seno da decenni.

Ai due schieramenti che si fronteggiano andrebbe richiesto come minimo ma a gran voce di proporre qualche idea intelligente, di concepire un racconto nuovo della citt, di far balenare una speranza. Invece, alla vigilia da molto sospesa di queste amministrative, si ha la sensazione che ogni sforzo sia considerato inutile, come tutto fosse gi accaduto. Dopo dieci anni di non governo demagistrisiano, scontata la sanificazione deluchiana che ha prodotto feroci anticorpi contro ogni simbolo culturale e ogni desiderio di vita futura, la politica qui sembra finita. Tanto che finanche la destra si ridotta a nascondere il proprio vuoto ideologico dietro la faccia barbuta e feroce del magistrato perbene.

Nessuno vuole un sindaco vero. Al massimo destra e sinistra pensano di prendere un uomo retto o un rettore che un po’ lo stesso. Insomma uno che non si faccia notare troppo, che piaccia a Roma e conti poco in citt, che si presti al modesto lavoro di governare per interposta persona e non s’intrometta nel groviglio degli interessi locali. Negli anni Settanta la sinistra berlingueriana prese il sopravvento con la signorilit partigiana di Valenzi. Negli anni Novanta di Bassolino la societ civile vagheggi il rinascimento. Negli ultimi dieci anni con de Magistris la protesta contro la politica piant il vessillo della bandana sul tetto di Palazzo San Giacomo. I sindaci che si ricordano, tra i quali ha il suo posto anche Achille Lauro, sono quelli che hanno mosso i sentimenti dei napoletani, edificando simbologie potenti, non tutte positive, non sempre produttive. Anche oggi, checch ne dicano i politologi accorsati, non saranno i misteriosi accordi tra i partiti, la pianificazione di risorse pi o meno immaginarie e la promessa di organigrammi tecnocratici a determinare la fortuna della futura sindacatura. L’abbiamo visto a Roma, dove c’ voluto un Draghi per dare un senso a quello che tutti sapevano gi perfettamente di dover fare. Un vero sindaco, se davvero ne vogliamo uno, dovr essere un leader con una sua precisa e autonoma statura, capace di inventare una missione. Solo uno cos, autorevole di suo, potr fare le cose semplici e normali che servono a Napoli, prendendo partito per la citt fuori dagli schieramenti precostituiti. Si tratta di ripartire da una politica simbolica che sia tenacemente realista. Si tratta cio di ricominciare da zero. E di essere bravi ad improvvisare senza averne l’aria. Per un sindaco qualsiasi io, almeno, non ho voglia di votare.

29 maggio 2021 | 09:56






Source link