Suddivisione del fondo sanitario L’opposizione con Emiliano


Mezzogiorno, 5 maggio 2021 – 08:48

Il centrodestra si schiera con il governatore nella battaglia
per una revisione dei criteri di distribuzione, ma avverte: «Non sia un alibi»

di Francesco Strippoli

La ministra Gelmini e il sottosegretario SistoLa ministra Gelmini e il sottosegretario Sisto

BARI È un chiaro sì, ma con vari distinguo. L’opposizione di centrodestra – Lega, FdI e FI – si schiera a favore della proposta lanciata da Michele Emiliano sulla necessità di riequilibrare la spesa sanitaria in favore delle Regioni del Sud. Una battaglia storica della Puglia rimasta senza risultati tangibili. Il governatore ne ha accennato in occasione dell’arrivo a Bari della ministra Mariastella Gelmini, venuta ad illustrare le linee portanti del Recovery plan. Dal quale Emiliano immagina di attingere risorse per ridurre la distanza, in termini di personale e mezzi, che separa la Puglia da altre Regioni con analogo numero di abitanti. Il progetto di Emiliano punta poi a rivedere il criterio di suddivisione del fondo sanitario che ora è basato sulla quota «pesata» della popolazione (più soldi a chi ha più anziani). «Certamente – dice Davide Bellomo, capogruppo della Lega – il criterio vigente va riformato. E noi siamo pronti a sostenere Emiliano che lo propone. Nello stesso tempo, però, occorrerebbe che la giunta applicasse il nuovo criterio, più equo, nella distribuzione delle risorse tra le Asl pugliesi. Oggi non è così e la ripartizione tra le varie province è assai squilibrata». Il capogruppo di FdI, Ignazio Zullo, pone due condizioni. «Per prima cosa – dice – se ne deve parlare in Consiglio regionale. Ma ancora più importante è un altro concetto: invocare un nuovo e più equo parametro per la ripartizione del fondo sanitario non deve essere il motivo per restare inerti. Occorre subito una migliore organizzazione della sanità pugliese. A nulla servirebbe incassare più soldi se non si ispirasse la nuova spesa a criteri di efficacia, efficienza ed economicità».Oggi non è così? «Né Emiliano e neppure Vendola prima di lui, hanno dimostrato di saper spendere con efficienza ed economicità i soldi della sanità. La riforma di Fitto, agli inizi degli anni Duemila, andava proprio in questa direzione. Emiliano, al contrario, si prepara a internalizzare gli addetti del 118. Un’operazione che costerà 30 milioni in più all’anno e non apporterà alcun miglioramento. Mentre le altre Regioni esternalizzano i servizi, in Puglia si continua a internalizzarli».«La richiesta di Emiliano? Noi – afferma Stefano Lacatena, capogruppo FI – non possiamo che condividere. La necessità di ridurre la distanza con le altre Regioni, in termini di personale e mezzi, corrisponde ad una battaglia ideale, anche nostra. Caso mai verrebbe da chiedersi perché Emiliano si ricordi solo ora di sollevare il tema. Il terreno per la sua giusta richiesta è quella di una rinnovata solidarietà tra le Regioni. Emiliano si adoperi nel suo ruolo di vice presidente della conferenza delle Regioni, noi investiremo i nostri ministri». Anche Lacatena, come Zullo, pone delle condizioni: «Reclamare maggiori risorse ha un senso, se alla richiesta corrisponderà una maggiore efficienza nella spesa delle Asl. E anche, va detto, una più trasparente scrittura dei loro bilanci. Se la Puglia chiede più soldi lo deve fare per rendere più organizzato e funzionale il proprio sistema sanitario».

5 maggio 2021 | 08:48






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