Britney Spears sui documentari sul suo conto: “Ho avuto anche una vita felice”


Britney Spears reagisce alla pubblicazione dei due recenti documentari che affrontano il delicato tema dei suoi problemi psicologici, definendoli “ipocriti”.

In un lungo post sui social, la cantante 39enne accusa: “Criticano i media e poi fanno le stesse cose”. Tra il 2007 e il 2008 Britney Spears ha avuto un drammatico crollo nervoso, che l’ha portata a ricoveri e poi persino a perdere la custodia dei figli. Solo dopo aver accettato il trattamento sanitario, ha ottenuto la custodia congiunta con il padre dei bambini, Kevin Federline, e solo dal 2015 è tornata ad esercitare una completa potestà.

Il tribunale ha comunque disposto che Britney avesse come tutori il padre Jamie e il suo agente Andrew Wallet, ai quali è stato affidato il completo controllo dei suoi beni. Una scelta che lei non ha mai accettato del tutto, in questo spalleggiata dai fans che sovente organizzano iniziative al motto di “Free Britney”.

La vicenda è stata ripercorsa da “Framing Britney Spears”, uscito lo scorso febbraio, mentre lo scorso 1 maggio c’è stata la premiere sulla BBC del documentario di Mobeen Azhar “The Battle for Britney: Fans, Cash and a Conservatorship”. Quest’ultimo si basa anche sulle testimonianze del truccatore Billy Brasfield, che dice di essere in contatto con Britney.

Ma lei nega tutto in un post molto arrabbiato: “Non parlo affatto con Billy B e sono molto perplessa”. Inoltre, se la prende con due documentari che affrontano quelli che lei descrive come “i momenti più negativi e traumatizzanti” della sua vita, risalenti a oltre dieci anni fa. “Mi fa piacere ricordarvi che, pur avendo vissuto dei momenti piuttosto difficili, sono stati moooolti di più quelli felici, ma purtroppo amici miei… credo che al mondo interessino molto di più quelli negativi!!!”.

La sua uscita pubblica anticipa di poco il momento cruciale previsto per il 23 giugno, quando Britney comparirà di fronte al giudice di Los Angeles per chiedere la rimozione del padre Jamie dal ruolo di tutore. Secondo i suoi avvocati, l’artista ha “paura del padre” e non farà ripartire la sua carriera fino a quando dovrà essere gestita da lui.





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