L’immobilismo della politica – CorrieredelMezzogiorno.it


Mezzogiorno, 30 aprile 2021 – 11:59

Tutto fermo tra populismo, furbizie e un’idea di comunit che si frantumata

di Sergio Talamo



Un anno fa, di questi giorni, eravamo allo stesso punto. Il presidente Giuseppe Conte, grazie ai sacrifici fin qui fatti, apriva la cosiddetta Fase 2, ovvero la graduale riapertura del Paese. Con un certo gusto retorico, Conte scandiva: Chi ama l’Italia rispetta la distanza. Mario Draghi pi sobrio e parla di rischio ragionato. In pi, rispetto al 2020, c’ la campagna di vaccinazione in corso. In meno, l’aver appreso che il Covid-19 un virus mutante, che si ridesta proprio quando sembra vinto. I numeri dicono che il 27 aprile 2020 vi furono 1.739 nuovi casi e 333 vittime; il 27 aprile 2021, 10.404 nuovi casi e 373 vittime. questo il rischio di cui ragioniamo.

Anche la politica italiana ferma a un anno fa. La malattia populista ci ha reso uno strano luogo dove chiusure, mascherina e vaccino sono di sinistra mentre riaperture e scetticismo sono di destra. Nei giorni scorsi abbiamo assistito al duello campale su un’ora (60 minuti): il coprifuoco deve iniziare alle 22 o alle 23? Dopo settimane di colpi bassi, arriva la comica soluzione: si lascia alle 22 ma a met maggio ci sar una verifica in base al numero dei contagi. Come se fosse stato possibile il contrario: coprifuoco alle 22 anche a zero contagi. Tutto questo in nome del popolo, dipinto sempre come un concentrato di virt.


La Puglia, da sempre laboratorio di qualcosa, oggi sperimenta l’incontro fra disorganizzazione degli eletti e furbizie degli elettori. Sono gi 53 gli indagati per aver spuntato un vaccino scavalcando altri che avevano priorit. Tra questi, nomi di spicco dell’imprenditoria e della politica, quella che dovrebbe essere classe dirigente e quindi riferimento ed esempio. Gli italiani non furono tutti brava gente, ha detto Draghi celebrando il 25 aprile. Una bella metafora che attraversa i decenni, mentre si intravede anche un possibile gioco di ombre, per cui chi si vaccinato senza averne diritto sarebbe stato poi tirato fuori dai guai da circolari regionali che ampliavano ex post le categorie dotate di autorizzazione a saltare la fila.

Eppure dovrebbe essere chiaro che la legge, se non pu essere retroattiva per i reati, non pu esserlo neanche per i privilegi. In ballo non ci sono questioni di mero principio o di malcostume, come uno che si fa togliere una multa. In ballo ci sono le donne e gli uomini pi anziani o pi fragili che senza vaccino nel frattempo sono morti. In ballo c’ un’idea di comunit che si frantumata sulla solita convenienza del momento: un popolo che si divide su un’ora o meno al ristorante invece che sul bivio fra la dignit della legge e scorciatoie di sapore mafioso.

30 aprile 2021 | 11:59






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