«Non si fa politica su un’epidemia»- Corriere.it


«La politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini». Convinto com’è di essere a posto con la coscienza, per settimane Roberto Speranza si è chiuso la bocca, non ha reagito alle accuse della destra, quasi ha finto di non sentire le provocazioni e di non vedere l’assedio. Ma oggi al Senato, chiamato a difendere se stesso e l’istituzione che rappresenta sin dall’inizio dell’emergenza da Covid 19, il ministro della Salute è partito all’attacco: «In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia», ha scandito con tono severo due volte.

Il linguaggio d’odio

Senza mai nominare Matteo Salvini, da mesi il suo principale accusatore, Speranza ha sfogato tutta la sua amarezza per il «linguaggio d’odio» che sente ogni giorno addosso, ha rimproverato alla destra – di opposizione e di governo – di «sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte». Ma al di lá dello scontro politico, il ministro ha anche provato a sgombrare il campo alle accuse che hanno messo a rischio il suo incarico e fatto ballare il governo. Dalla mancanza di un piano pandemico, al presunto coinvolgimento del ministero dello Salute nell’inchiesta di Bergamo. «È falso, semplicemente falso, che non abbiamo attivato circolari per i pazienti Covid».


28 aprile 2021 (modifica il 28 aprile 2021 | 11:34)





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