Governo, sfiducia a Speranza in Senato. La Lega esce dall’Aula. Anteprima


L’appuntamento è per mercoledì 28 aprile nell’aula di Palazzo Madama. A metà settimana il Senato voterà infatti la mozione di sfiducia di annunciata da Giorgia Meloni nei confronti di Roberto Speranza. In realtà è più corretto parlare al plurale, visto che oltre a quella annunciata da Fratelli d’Italia ci saranno all’ordine del giorno anche le mozioni di Italexit e Alternativa c’è, che dovranno essere votate in modo separato. Sul fatto che il ministro della Salute ed esponente di LeU non verrà sfiduciato non ci sono dubbi: Pd, M5S e Forza Italia voteranno convintamente e in maniera compatta contro.

Ma, politicamente, l’attesa è per il comportamento in Aula della Lega di Matteo Salvini, partito di maggioranza – con tre ministri di cui uno, Giancarlo Giorgetti, molto autorevole – e che negli ultimi giorni – vedi coprifuoco alle 22 – ha un piede fuori dal governo. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it e salvo colpi di scena dell’ultima ora, i senatori del Carrocci usciranno dall’emiciclo non partecipando alla votazione. Un segnale politico forte, più ‘pesante’ del semplice voto di astensione, per manifestare la totale contrarietà di Salvini rispetto alle ultime scelte dell’esecutivo, in molti casi figlie proprio della linea del rigore di Speranza. La Lega non può votare a favore della sfiducia, pena l’uscita immediata dal governo Draghi con le dimissioni di Giorgetti, Garavaglia e Stefani.

Non è quello che vuole l’ex ministro dell’Interno che ha sempre sottolineato, in polemica con la Meloni, come all’interno del governo si possa provare a cambiare le cose mentre all’opposizione si può solo urlare e protestare. Ma la Lega non può nemmeno votare contro la mozione di sfiducia, altrimenti – di fatto – Speranza diventerebbe immediatamente anche un ministro del Carroccio con probabili, pesanti, ripercussioni nei sondaggi e a livello di consenso elettorale. Serve dunque un segnale deciso nei confronti di Speranza e di chi, Pd in testa, continua ad opporsi, ad esempio, all’abolizione del coprifuoco. Ma politicamente Salvini non può nemmeno mettersi in scia di Fratelli d’Italia, deve trovare un linea autonoma e chiara.





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