“Ministri in rivolta” – Libero Quotidiano



Via Quota 100, cabina di regia a Palazzo Chigi. La bozza del testo del Recovery Plan è pronta a Palazzo Chigi e le indiscrezioni riferiscono di “malumore tra i ministri” alla vigilia del Cdm chiamato a confrontarsi sul testo del “Pnrr” a firma del premier Mario Draghi. Gran parte dei membri dell’esecutivo non aveva ancora visto le 318 pagine del Piano che, da qui al 2026, dovrà far ripartire il Paese. Nelle ultime ore era circolata una sintesi stringatissima, solo 16 pagine e 9 tabelle, messa a punto dal Mef, unico documento nelle mani dei ministri e condiviso nella cabina di regia che si era tenuta in mattinata. Del testo definitivo nemmeno l’ombra. Così oggi la fuga di notizie avrebbe indispettito molti, anche a Palazzo Chigi.

“Sono stati fatti incontri coi partiti, maggioranza e opposizione -lamenta un ministro all’Adnkronos– e il piano non si è visto, solo modalità ascolto. E ora, a poche ore dal Cdm, devo leggerlo su stampa a agenzie? Se fosse successo con Conte sarebbe venuto giù il mondo”. Il malumore sarebbe trasversale, anche se nessuno esce allo scoperto. Un mal di pancia che si unisce ai dubbi sul dl aperture, un decreto che scontenta la Lega – che ora deve far i conti anche con l’addio alla riforma Quota 100 messo nero su bianco nel Pnrr- ma lascia delusi anche i forzisti, i renziani e il fronte dei governatori.

Ora si attende il confronto di sabato mattina, che non sarà accompagnato da un voto del Cdm. Prima il passaggio alle Camere, lunedì e martedì, poi un nuovo Consiglio dei ministri per il via libera prima dell’invio del testo a Bruxelles. La deadline resta quella del 30 aprile.

“Il 40% circa delle risorse del Piano è destinato al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale”, scrive Draghi nell’introduzione al Pnrr, nella bozza in ingresso in Cdm anticipata da Il Foglio. Il Piano, rimarca il presidente del Consiglio, “è in piena coerenza con i sei pilastri del Next Generation Eu e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti ‘verdi’ pari al 38% del totale e di progetti digitali del 25%“.

C’è poi la questione della “guida politica”, punto tra i più controversi che Draghi risolve così: cabina di regia a Palazzo Chigi, coordinamento centrale e monitoraggio al ministero dell’Economia. “La Cabina, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – si legge nella bozza che arriverà in Cdm – ha il compito di verificare l’avanzamento del Piano e i progressi compiuti nella sua attuazione; di monitorare l’efficacia delle iniziative di potenziamento della capacità amministrativa; di assicurare la cooperazione con il partenariato economico, sociale e territoriale; di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità; di proporre l’attivazione dei poteri sostitutivi, nonché le modifiche normative necessarie per la più efficace implementazione delle misure del Piano”.





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