Rousseau, divorzio e debiti dei 5 Stelle: i dipendenti in Cassa Integrazione


Dopo i penultimatum e gli ultimatum il dado è tratto: è finta l’avventura della piattaforma Rousseau che, sul Blog delle Stelle, annuncia la fine di un sodalizio che ha portato il Movimento al Governo dell’Italia.

L’annuncio è un atto di accusa e il preludio a un’inevitabile causa civile. Scrivono i roussoniani: “A fronte dell’enorme mole di debiti cumulati dal MoVimento 5 Stelle nei confronti dell’Associazione Rousseau e della decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del MoVimento di impartire ai portavoce un invito diretto a violare espressamente lo Statuto stesso del MoVimento, omettendo di versare già dal mese di aprile il contributo stabilito per i servizi erogati, questa mattina abbiamo dovuto comunicare a tutto il personale di Rousseau che siamo costretti ad avviare le procedure per la cassa integrazione”.

E proprio perché i rapporti finiranno in un’aula di tribunale, la piattaforma non farà uno shutdown, rimanendo operativa anche se col motore al minimo: “Nonostante tutto, noi seguiteremo – nel limite del possibile e per rispetto verso tutte le persone che credono nel progetto – a fare la nostra parte onorando i nostri impegni, come sempre. A tal fine, manterremo la piattaforma attiva applicando ovviamente pesanti ridimensionamenti“.

Ma Casaleggio junior non si arrende al tramonto di un sogno e annuncia anche una trasformazione nel segno della “lobby dei cittadini”: “Rousseau diventerà uno spazio aperto, laico e trasversale. Uno spazio per dare voce a tutti coloro che vorranno aggregare persone attorno a battaglie, temi o proposte. Uno spazio che ha l’ambizione di realizzare la più grande ‘lobby’ dei cittadini attivi”.

Dunque, fallisce la mediazione di Giuseppe Conte che aveva tentato di ricucire uno strappo, oggi trasformato in un divorzio ufficiale.





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