Twitter ha provato a comprare ClubHouse per 4 miliardi di dollari


Twitter ha lanciato le sue audio room chiamate “Spaces” dopo aver provato ad acquisire direttamente il social network ClubHouse diventato virale in pochissimo tempo. Le due società hanno tenuto colloqui “negli ultimi mesi”, riferisce Bloomberg citando persone vicine alle aziende. 

Un potenziale accordo è stato valutato intorno a 4 miliardi di dollari, tuttavia, i colloqui non sono più in corso e il motivo non è chiaro.

Il Boom

Lanciato nel marzo 2020, Clubhouse è diventato rapidamente popolare durante l’apice della pandemia COVID-19 quando le persone erano costrette a rimanere a casa, senza interazioni sociali. Consente ai membri di ospitare chat audio simili a un talk show radiofonico. L’app è rimasta esclusiva per iOS sin dal suo lancio, superando i 10 milioni di download sull’App Store a livello globale in meno di un anno. L’azienda con sede a San Francisco ha recentemente segnalato 10 milioni di utenti attivi settimanali.

Questa rapida ascesa di Clubhouse non è passata inosservata ai big dei social media come Twitter e Facebook: il primo ha già lanciato una piattaforma di chat focalizzata sull’audio simile chiamata Spaces che ha persino battuto Clubhouse al lancio di Android.

La concorrenza

Twitter, ovviamente, ha Spaces, ma non è l’unico player della competizione. Questa settimana Facebook ha lanciato un’app di domande e risposte dal vivo chiamata Hotline, che prende ispirazione da Clubhouse. L’azienda sta anche costruendo un servizio focalizzato sull’audio all’interno della sua piattaforma Messenger Rooms.

Inoltre, anche colossi del calibro di Discord, LinkedIn e Slack stanno lavorando per introdurre funzionalità simili sulle loro piattaforme e la battaglia per dominare “l’audio social” si sta facendo sempre più calda.

L’azienda ha recentemente aggiunto uno strumento di monetizzazione nell’app, introducendo un modo per far guadagnare i creatori. Sarà interessante vedere se la società può offrire ai creatori un incentivo sufficiente per rimanere sulla sua piattaforma invece di saltare da un rivale all’altro. 





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