Sofa-gate, Ankara: polemiche per la sedia negata a Von der Leyen



ANKARA. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu rispedisce al mittente le accuse giunte dall’Europa sul caso della sedia negata alla presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, durante la visita ad Ankara in compagnia del presidente del Consiglio europeo Charles Michel e assicura che “protocollo e indicazioni sono state rispettate”.

 

“Abbiamo subito accuse e attacchi ingiusti, la Turchia non è un Paese che riceve ospiti per la prima volta. Il protocollo è stato rispettato alla lettera e non abbiamo mai fatto mancare la nostra ospitalità, in questa come in tutte le altre occasioni. Durante l’incontro di due giorni fa le sedie sono state disposte secondo i desiderata espressi nella riunione che precede l’incontro”.

 

 “In termini di trattamento protocollare i presidenti della Commissione e del Consiglio
europeo sono trattati nello stesso modo. Ci può essere chi parla prima o chi parla dopo. L’organizzazione del protocollo è una questione interna. Analizzeremo l’accaduto perché non accada più”, si è limitato a dire stamane il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer, ai giornalisti che chiedevano dettagli sul protocollo. “C’è stato un incidente, ma l’atteggiamento della presidente Von der Leyen è stato quello di continuare la riunione per fare passare il messaggio della Ue”, ha aggiunto Mamer. “Occorre concentrarsi sul  nostro messaggio”. Mamer ha sottolineato che Von der Leyen durante l’incontro con Erdogan “ha parlato della Convenzione di Istanbul e dei diritti delle donne”.

 

Sul sito di Middle East Eye una fonte conferma la versione turca riferendo che la disposizione delle sedie erano state concordate con lo staff di Michel, giorni prima dell’incontro. Sempre secondo la stessa fonte un nuovo momento imbarazzante c’e’ stato durante il pranzo: i delegati di Ankara hanno garantito di aver offerto un posto a entrambi di fronte a Erdogan. Sistemazione rifiutata dall’entourage di Michel, che avrebbe messo in disparte von der Leyen anche in questa seconda occasione.

 

 

Il caso, ribattezzato dalla stampa “sofa-gate”, ha suscitato molte critiche in Europa, non solo nei confronti del presidente turco Erdogan ma anche di Michel, il quale ha preso posto sulla sedia lasciando che Von der Leyen si sedesse sul divano. In un messaggio pubblicato ieri sera su Facebook, il presidente del Consiglio europeo ha attribuito la responsabilità dell’incidente a “un’interpretazione rigida delle regole del protocollo da parte delle autorita’ turche”. Le fotografie circolate dell’incontro “hanno dato l’impressione che fossi indifferente alla situazione. Nulla potrebbe essere più lontano dal vero, o dai miei sentimenti piu’ profondi, o dai principi di rispetto a me così cari”, ha proseguito. “Sul momento, pur rendendoci conto della natura spiacevole della situazione, abbiamo deciso di non peggiorare la questione creando un incidente pubblico e di privilegiare la sostanza della discussione politica”, ha detto Michel, che sui social è bersaglio di critiche feroci e di richieste di dimissioni.

 

 

“Il #SofaGate è solo rappresentazione di una Ue subordinata ai capricci di un dittatore. Gli atti criminali di Erdogan sono stati trascurati per anni in nome di interessi particolari. Il presidente del Consiglio Ue  dovrebbe dimettersi per questo e non solo per questioni di garbo istituzionale”, ha scritto su Twitter l’europarlamentare Pd Pina Picierno. 

 

Il Gruppo del Ppe al Parlamento europeo chiede un dibattito in plenaria sulla visita. “La visita ad Ankara dei presidenti von der Leyen e Michel avrebbe dovuto essere un messaggio di fermezza e unità dell’approccio dell’Europa alla Turchia. Purtroppo si è tradotta in un simbolo di disunione poiché i presidenti non sono riusciti a stare insieme quando era necessario. Ci aspettiamo di più dalla politica estera europea”, dichiara il presidente del gruppo Ppe, Manfred Weber. “Oltre al fallimento dell’unità, dobbiamo sapere cosa sia stato messo sul tavolo dal presidente Michel, poiché le questioni che vengono menzionate necessitano dell’approvazione del Parlamento europeo. Siamo estremamente preoccupati per gli impegni sui visti o sulle dogane, senza cambiamenti concreti e duraturi della politica della Turchia nel Mediterraneo orientale, nei confronti di Cipro e dei nostri confini esterni”, aggiunge l’eurodeputato. “Inoltre la visita non è riuscita a mostrare le nostre più ampie preoccupazioni per quanto riguarda gli attacchi del presidente Erdogan alla società civile e ai prigionieri politici nel Paese. Queste questioni devono essere chiarite e per questo ci sarà la richiesta di un dibattito in plenaria alla presenza dei due presidenti”, conclude Weber.

 

 



Source link