Olesya non è Denise Pipitone: "Gruppo sanguigno è diverso"



Olesya Rostov non è Denise Pipitone, la bimba scomparsa nel 2004 da Mazara del Vallo. L’esame del gruppo sanguigno, rivelato oggi durante la trasmissione russa пусть говорят (in italiano “Lasciali parlare”), ha dato esito negativo: il gruppo non corrisponde. Si spegne così la speranza di aver finalmente messo fine a un mistero durato 17 anni. Si è trattato, invece, di un’altra segnalazione andata a vuoto, che ha riacceso la speranza e il dolore dei genitori della piccola rapita che, anche questa volta, non potranno riabbracciare la loro figlia.

La scomparsa

Era il 1° settembre del 2004. Denise stava giocando fuori da casa dei nonni materni insieme a un cuginetto, mentre la nonna era rientrata nella cucina-garage per preparare il pranzo, certa che la piccola fosse al sicuro tra le case dei famigliari. Mancavano 15 minuti a mezzogiorno quando Denise fu vista per l’ultima volta, quando si affaccio alla porta della zia, per poi girarsi e tornare verso l’abitazione della nonna. Ma non la raggiunse mai, perché la piccola scomparve nel nulla in una manciata di minuti. Immediate le ricerche da parte dei famigliari e delle forze dell’ordine, ma senza nessun risultato. Un mese e mezzo dopo, una guardia giurata in servizio a Milano segnalò la presenza di una bimba molto somigliante a Denise insieme a un gruppo di nomadi. La piccola aveva attirato la sua attenzione perché indossava un giubbotto con un cappuccio in una giornata calda. L’uomo non riuscì a trattenere la famiglia, ma girò alcune immagini, nelle quali si sente una donna chiamare la bambina “Danàs”, che risponde in italiano: “Dove mi porti?”. Nonostante gli accertamenti, la famiglia nomade non venne mai rintracciata. Da allora si susseguirono decine di dichiarazioni, ma nessuna portò mai a nulla.

I sospetti sulla sorellastra

Sospetti sorsero attorno alla sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, che affrontò tre gradi di giudizio, terminati con l’assoluzione. La ragazza era stata accusata di aver rapito la bimba per vendicarsi: la piccola, infatti, era nata dalla relazione tra suo padre Piero Pulizzi e la mamma di Denise, Piera Maggio. Questa tesi è stata ribadita anche ieri dall’ex procuratore di Marsala, che ottenne il rinvio a giudizio di Jessica: “All’epoca la nostra tesi era quella, che poi abbiamo portato a giudizio, che Jessica Pulizzi, figlia maggiore del padre biologico della bimba, abbia sottratto la piccola e l’abbia consegnata ad altri- ha dichiarato ad AdnKronos- Ma è stata assolta sia in primo che in secondo grado”.

La pista russa

Una settimana fa, un’infermiera russa residente in Italia aveva scritto al programma Chi l’ha visto? per segnalare la somiglianza tra Olesya Rostova, una ragazza russa in cerca della madre, e Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone. Olesya si era rivolta al programma russo пусть говорят nel tentativo di ritrovare la propria famiglia. La ragazza, infatti, aveva raccontato di essere stata rapita quando era una bambina e di aver poi vissuto in un campo nomadi, fino a quando le forze dell’ordine l’avevano portata in orfanotrofio, avendo accertato l’assenza di un legame tra lei e la donna che sosteneva di essere sua madre. “Cara mamma non ti ho mai dimenticato- diceva nell’appello lanciato in tv-ti sto cercando e ho la possibilità di trovarti. Eccomi qui, sono viva, voglio conoscerti e trovarti”.

La prova del sangue

Per sapere se Olesya fosse davvero Denise Pipitone si è reso necessario l’esame del gruppo sanguigno, che avrebbe aperto la porta a quello del Dna. Il primo passo è stato il test sul gruppo sanguigno ma, data la non corrispondenza, non si procederà a quello del Dna, per accertare l’identità della ragazza. “Ho appena ricevuto la comunicazione, via mail, dall’avvocato di Olesya, a questo punto parteciperò al programma russo. Ma non posso dire nulla nel merito”, aveva annunciato ieri ad AdnKronos il legale di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, dopo le polemiche sulla diretta per l’annuncio sull’esame sanguigno. “Ho l’embargo sul contenuto – aveva aggiunto – posso solo dire che trasmetteremo tutto in Procura a Marsala e i magistrati sanno cosa fare”. Poi, questa sera l’annuncio: Olesya non è Desine Pipitone. La conferma è arrivata anche dal legale di Piera Maggio: “Ieri preservando la privacy sul gruppo sanguigno di Denise e Olesya, durante il programma russo, è stato rivelato che il gruppo sanguigno di Olesya è diverso da quello di Denise. Oggi abbiamo, in ogni caso ritenuto corretto trasmettere nota alla Procura della Repubblica di Marsala che valuterà se procedere ad ulteriori accertamenti”.

Così, l’esito del gruppo sanguigno ha posto fine ad ogni speranza: Olesya non è Denise Pipitone. La pista russa si è rivelata l’ennesima segnalazione errata.



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