Covid, dalla cucina ai social: è boom di food influencer


Covid, dalla cucina ai social: nel 2020 cresce la categoria di chef e food influencer

Che il food -unito alla tecnologia- fosse un business in forte ascesa ce lo aveva detto anche Il Global Foodtech report, evidenziando 17 miliardi di investimento solo nel 2020, un tasso di crescita annuo del 42% e circa 5.300 realtà attive tra startup, acceleratori, incubatori, investitori e imprese.

Ma acquisire 25 talenti -quasi tutti nell’area food- in piena pandemia e crescere a livello esponenziale, come è successo a Innova Media e alla sua compagine di influencers, dimostra che le opportunità nascoste nelle pieghe delle crisi possono essere immense. Da un lato, la chiusura nelle abitazioni che ha cambiato abitudini alimentari e di vita; dall’altro, la competenza e la genialità creativa della giovane realtà ferrarese, capitanata da Gianluca Antonelli e Alberto (Willy) Vecchiattini; infine, ma non ultima, l’esperienza del gruppo milanese Capital, che da sempre gestisce campagne pubblicitarie su network  televisivi locali e nazionali. Aprire il sito di Capital Innova è trovare un  tripudio di nomi, di esperienze, di attività: chef giovani e graffianti come Federico Fusca e Simone Finetti, food blogger come Marianna Pascarella e Maria Grazia Cericola, pasticcieri   (Gino Fabbri) disegnatori fantastici (Diego Cusano), bartender di caratura internazionale (Enrico Scarzella).

Sono loro, i personaggi più cercati dalle aziende per portare all’attenzione del pubblico i propri prodotti. Influencers che spesso oltrepassano i 200.000 followers su Instagram, super richiesti  e spesso oberati di lavoro: è il caso del fantasy researcher Diego Cusano, che in piena pandemia era overbooked, con un’attività illustrativa costante, interrotta di tanto in tanto  per portare il suo golden retriever  a passeggio.  O Federico Fusca, passato da 5.000 a 260.000 followers in un anno (“senza comprarne alcuno”, tendono a precisare in agenzia). Insomma, un vero e proprio boom che non accenna a fermarsi nemmeno nel 2021. Se c’è una categoria che non subisce crisi, è quella di chef e food influencers. Ma ci vuole professionalità.

“La nostra prerogativa -ha sottolineato Gianluca Antonelli- è che creiamo format, non ci limitiamo a gestire profili e cercare aziende interessate agli influencers”. Format unici come “Il Codice Locatelli”, otto puntate il cui protagonista sarà lo chef Giorgio Locatelli, mistery-food-tale in cui i segreti del cibo verranno contestualizzati e analizzati in una sorta di scambio con le comunità locali;  approfittandone per una visitina ai luoghi: si parte da Londra per arrivare in Egitto, Sud Africa, Brasile, con una puntatina persino in Vaticano.

“Con il Covid ci avevano azzerato tutti gli eventi -spiega Willy Vecchiattini, lo scouter che ha messo insieme la scuderia di talent- ma  anche in quel momento di buio le richieste per il nostro chef, Simone Finetti, non si fermavano, Perciò abbiamo capito che il trend potenziale poteva diventare sviluppo effettivo”. E così è stato. L’unione con il gruppo Capital, che ha sempre creato campagne televisive, ha rappresentato la scelta vincente. “È cambiato lo strumento di divulgazione pubblicitaria -ha specificato Massimo Giudici di Capital Innova- il mondo dei social consente di raggiungere una fascia di pubblico molto più giovane e decisamente interessante per le aziende. Il segreto è capire come funziona il canale social e costruire iniziative performanti”. 





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