Fratelli d’Italia minaccia l’Aventino- Corriere.it


Il nuovo luogo della politica la capigruppo dei Ponzio Pilato. Quella che, secondo Ignazio La Russa, si riunita ieri pomeriggio al Senato, senza sbloccare l’affaire Copasir. E cos, la prima riunione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica convocata dopo quasi tre mesi, fissata per oggi alle 14, con ogni probabilit vedr l’assenza di Fratelli d’Italia. Anche se ieri, a tarda sera, il partito ne stava ancora discutendo. Insomma, una delle commissioni di garanzia che dovrebbero essere guidate dalle opposizioni, dell’opposizione neppure vedr la presenza.

La vicenda alla ribalta dalla nascita del governo. FdI, unico partito d’opposizione, si attendeva che il presidente leghista della commissione sui Servizi Raffaele Volpi cedesse il posto a un proprio esponente: candidato naturale, l’oggi vicepresidente Adolfo Urso. Non accaduto.

Ignazio La Russa la racconta cos: I presidenti delle Camere ci danno ragione, ma dicono che loro non hanno un potere autoritativo. Io credo che non abbiano esercitato il potere di indirizzo e dunque hanno rinviato la questione ai capigruppo. Sennonch, in quella sede, prende la parola soltanto Roberto Calderoli (Lega), per dire che la conferenza non ha titolo per affrontare il problema. Prosegue La Russa: Dato che nessuno ha preso la parola, evidentemente in imbarazzo, noi abbiamo lasciato la riunione dei Ponzio Pilato.

Intanto, alla Camera, FdI attua un serrato ostruzionismo. Commenta Igor Iezzi (Lega): Avremmo dovuto parlare di riapertura delle scuole e dello stoccaggio delle scorie radioattive, e invece siamo stati costretti da qualcuno a parlare di poltrone. Secco il capogruppo Riccardo Molinari: Se i presidenti di Camera e Senato hanno valutato che l’organismo sia legittimo e funzionante cos, non c’ altro da aggiungere. La Russa non d’accordo: Una norma parlamentare pu essere superata solo se tutti sono d’accordo, in latino nemine contradicente. Ma noi d’accordo non siamo.

L’unico precedente di un presidente Copasir rimasto al suo posto passando dall’opposizione alla maggioranza , nel 2011, Massimo D’Alema. Secondo l’allora presidente del Senato Renato Schifani, la situazione politicamente e istituzionalmente assai imbarazzante e andrebbe trovata una soluzione. E comunque, i casi non sono perfettamente sovrapponibili con quelli di allora: Allora ci fu una situazione eccezionale almeno per tre motivi: mancava un anno alla fine della legislatura; il governo Monti era un governo tecnico; c’era una maggioranza superiore al 90%, con l’obiettiva difficolt di individuare le minoranze. Un parere personale. Ma evidente che sar un’intesa tra i presidenti di Camera e Senato a dare la giusta soluzione.

Daniela Santanch indignata: Non esiste in alcun altro Paese occidentale una situazione del genere. Del resto, la conversione al cashback di Lega e Forza Italia avrebbe dovuto dircela lunga. E proprio non ci sta a sentir parlare di questione di poltrone: Non si tratta affatto di quello: la questione dei pesi e contrappesi che si pone in ogni democrazia. E non un bel segnale calare l’asso pigliatutto e fregarsene delle salvaguardie. Certo che le tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia sono al massimo. Non soltanto a Roma: in Lombardia il partito di Giorgia Meloni ha annunciato che non parteciper alle riunioni di giunta.

7 aprile 2021 (modifica il 7 aprile 2021 | 22:05)





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