Antonio Di Pietro stronca Conte: "Non ho mai visto un esponente della Democrazia cristiana fare la rivoluzione"



Antonio Di Pietro, intervistato dall’Adnkronos, ha commentato l’evento in corso in queste ore, organizzato da Davide Casaleggio, per ricordare la figura del padre Gianroberto, uno dei padri fondatori del Movimento 5 Stelle insieme a Beppe Grillo. L’ex magistrato ed ex leader di Italia dei valori ha spaziato dal passato al presente e anche alfuturo, con uno sguardo crtico soprattutto nei confronti di Giuseppe Conte, possibile nuovi leader del MoVimento. “Gianroberto Casaleggio è stato la mente, Beppe Grillo il braccio operativo: entrambi sono riusciti a portare la protesta degli italiani nelle urne invece che nelle strade a sfasciare vetrine e macchine, contribuendo alla pace sociale in un momento delicato della nostra Repubblica. Vanno ringraziati lui e Grillo, che è stato la voce di Casaleggio”, ha detto Di Pietro.

La scomparsa di Gianroberto Casaleggio nel 2016 per l’ex magistrato ha segnato un profondo cambiamento di rotta nel M5S, che per Di Pietro ha radicalmente cambiato struttura. “Se Gianroberto fosse ancora vivo ci sarebbe ancora il M5S”, ha affermato l’ex leader di Italia dei valori, che conosceva molto bene Casaleggio senior. “Oggi c’è il partito 5 Stelle”, ha asserito. Il posto di Gianroberto Casaleggio è rimasto vacante dopo la sua scomparsa e per l’ex magistrato difficilmente il ruolo di leader politico del MoVimento potrà essere preso da Giuseppe Conte: “Non ho mai visto un esponente della Democrazia cristiana fare la rivoluzione. Da quando ero giovane ho sempre visto nel modello democristiano, che rispetto, il modello del compromesso”.

Una violenta bordata a Giuseppe Conte, che Di Pietro spiega con le diversità dal modello passato: “Nel M5S di Casaleggio c’era il modello della rottura tramite il ricorso alle urne. Io ho sposato il modello Casaleggio a suo tempo e ne ho pagato le conseguenze”. Ma Di Pietro non vuole che le sue parole vengano lette come una critica all’ex premier: “Il suo è un modello governativo, che va bene coi rossi e coi verdi, con la destra e la sinistra. Ha governato con Salvini e contro Salvini e se lo avesse chiamato il Pd avrebbe fatto il premier del Pd. Il modello Casaleggio si poneva come alternativa al modello istituzionale”.

Una differenza profonda col Movimento 5 Stelle di Grillo e Casaleggio, che “raccoglieva il disagio sociale, faceva sentire la voce della gente attraverso la mobilitazione. Conte non ce lo vedo a fare le manifestazioni”. Giuseppe Conte è stato scelto da Beppe Grillo, che per Antonio Di Pietro “si trova tra l’incudine e il martello: col cuore sta con Casaleggio ma col raziocinio, sapendo che non c’è altra strada, ha fatto un’altra scelta”.



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