Lo staff di Franceschini si fa ricco: "Un aumento di 700mila euro"



“La dotazione finanziaria destinata alle esigenze di cui all’articolo 5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, è incrementata complessivamente di euro 692.000 annui a decorrere dall’anno 2021”. Questo il testo del comma numero 4 dell’articolo 6 relativo al decreto legge sul riordino delle attribuzioni dei ministeri (clicca qui per leggere il documento). Il provvedimento è entrato in vigore il 2 marzo 2021 e prevede un aumento di quasi 700mila euro all’anno per gli uffici di diretta collaborazione del ministero guidato da Dario Franceschini. Il loro compito è quello di esercitare “le competenze di supporto all’organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l’amministrazione”. Ne fanno parte l’ufficio di Gabinetto, la segreteria tecnica del ministro, il segretario particolare del ministro, la segreteria del ministro, l’ufficio legislativo, l’ufficio del consigliere diplomatico, l’ufficio stampa, il servizio di controllo interno ed i relativi uffici di supporto e le segreterie dei sottosegretari di Stato. Abbiamo provato a contattare il ministero per chiarire la propria posizione, ma l’ufficio stampa del dicastero non ci ha fornito alcuna risposta.

L’ira di Fratelli d’Italia

Il complesso economico viene così aumentato di 692mila euro all’anno, già a partire dal 2021. Fratelli d’Italia ha denunciato a gran voce quello che giudica uno “sperpero di denaro pubblico”. Effettivamente, mentre i cittadini fanno i conti con le drammatiche conseguenze economiche provocate dall’emergenza Coronavirus, come è possibile che “si riescano a stanziare cifre così cospicue per aumentare solo gli stipendi dell’ufficio di diretta collaborazione del ministro Franceschini?”. Secondo Riccardo Zucconi, deputato di FdI e capogruppo del partito nella commissione Attività produttive della Camera, questo è un “perfetto esempio di sperperi e di ingiustificati privilegi”.

Si attendono ora eventuali sviluppi successivi: il decreto è già stato approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma entro 60 giorni è possibile una sua conversione in legge con modifiche. Al momento la Commissione ha respinto l’emendamento di cancellazione a prima firma Zucconi. Si tratta di un ulteriore elemento che ha fatto scattare le proteste del partito di Giorgia Meloni. Il deputato Emanuele Prisco, contattato in esclusiva da ilgiornale.it, spera che sia cancellata questa “norma intollerabile”. Anche perché il tutto andrebbe sommato al precedente “incremento di 100 unità del personale di diretta collaborazione del ministro avvenuto già col governo Conte e motivato dal fatto di aver ricevuto le deleghe al Turismo”. Ora che però sono state affidate agli uffici di Garavaglia che è il ministro del Turismo, “non si capisce proprio questo aumento”. Prisco assicura che Fratelli d’Italia “continuerà la battaglia fino a quando questa norma assurda non sarà cancellata”. Domani, mercoledì 7 dicembre, la Camera sarà chiamata a votare per esprimersi in merito.

“Il Pd gestisce il potere”

All’attacco è andata anche la grillina Barbara Lezzi, che sul proprio profilo Facebook non le ha mandate a dire al Partito democratico e al ministro Franceschini: “Quello che è lampante in questa piccola vicenda è che il Pd è sempre maestro nella gestione del potere e del denaro pubblico”. I 700mila euro “non risolverebbero nessun problema”, ma ciò che viene contestato alla politica è “l’abitudine allo sperpero dei soldi degli italiani mentre si chiede loro di fare sacrifici”.



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