Il contratto per lo Sputnik e i poteri del governatore


Mezzogiorno, 3 aprile 2021 – 08:11

di Giovanni Verde

Caro direttore, il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato, con molta enfasi (meritata dato l’indiscutibile prestigio del protagonista, ma tale, lo confesso, da suscitare in me qualche invidia, non essendo mai stato destinatario di tanta attenzione) l’intervista al professor Sabino Cassese. Secondo quest’ultimo, avendo la Corte costituzionale stabilito che il contrasto al Covid materia di competenza esclusiva dello Stato, il Presidente De Luca, decidendo di acquistare il vaccino russo, ha stipulato contratti nulli. Che lo espongono al rischio di dovere pagare di tasca propria. La perentoriet e la sicurezza di queste affermazioni mi lasciamo perplesso, pur dando per scontato che dalla decisione della Corte costituzionale derivi la conseguenza che la materia di competenza esclusiva dello Stato e che nella congerie di provvedimenti emanati non vi sia qualche spiraglio che consenta alle Regioni di ritenersi legittimate ad acquistare per proprio conto vaccini (ma il punto richiederebbe un’attenta verifica, perch mi sembra strano che De Luca non abbia consulenti giuridici che non lo abbiano posto sull’avviso e non gli abbiano segnalato il pericolo che il Covid pu essere per lui la buccia di banana su cui scivolare come lo fu per Bassolino lo smaltimento dei rifiuti). Tuttavia, siamo pur sempre dinanzi ad un contratto di fornitura (di vaccini), la cui disciplina quella normale dei contratti in cui uno dei contraenti una pubblica amministrazione; e non risulta (spero di non sbagliare) che per la fornitura dei vaccini vi sia una normativa specifica.

Peraltro, se il contratto fosse nullo, il produttore non avrebbe alcun obbligo di consegnare i vaccini, ma non avrebbe alcun diritto di pretendere il prezzo. Potrebbe eventualmente introdurre un giudizio per i danni derivanti dall’avere la Regione Campania condotto trattative con violazione dei principi di buona fede e di correttezza (danni che potrebbero esser addebitati, in seconda battuta, a chi ha stipulato il contratto). Per parlare di nullit dovremmo, tuttavia, dire che De Luca era del tutto privo di potere; ossia che era un soggetto estraneo all’Amministrazione. A me sembra che una simile affermazione difficilmente possa essere condivisa. De Luca investito delle funzioni di rappresentanza della Regione, alla quale riconosciuta potest legislativa per alcune materie e autonomia contabile e finanziaria. In questo contesto si pu parlare (non di mancanza, ma) di eccesso di potere, cos come si sempre fatto in caso di contrasto tra Stato e Regioni in ordine alle reciproche competenze. Orbene. le cause di nullit di un contratto sono tassative e tra queste non c’ l’eccesso di potere di chi ha firmato il contratto; siamo di fronte a un contratto invalido. Di conseguenza, siamo di fronte a un contratto che, se non annullato e fino a quando non annullato, produce i suoi effetti.

Il problema chi possa chiederne l’annullamento. Di sicuro non lo chieder il fornitore, se ha interesse a consegnare la merce e a pretendere il pagamento del corrispettivo. Potrebbe agire per l’annullamento il Governo? Rispetto al contratto lo Stato si troverebbe di fronte a un bivio: potrebbe dire che un soggetto terzo oppure potrebbe sostenere che la Regione si sostituita indebitamente a lui nel concluderlo. Nel primo caso, per essere legittimato ad agire dovrebbe dimostrare che dall’esecuzione del contratto subisce danno; nel secondo caso, qualora i giudici ritenessero che il contratto stato concluso da chi non aveva i poteri, otterrebbe l’annullamento, ma esporrebbe la Regione ad una sicura condanna ai danni a favore del fornitore. De Luca, se il Governo scegliesse la prima via, potrebbe eccepire che intende pagare la fornitura con risorse della Regione, la quale ha autonomia finanziaria di entrata e di spesa (art. 119 Cost.), cos che il contratto non reca alcun danno allo Stato e al pubblico Erario; e se il Governo scegliesse la seconda strada, potrebbe eccepire di volere fare proprio il contratto, preferendo pagare una fornitura piuttosto che danni a fondo perduto. Il Governo potrebbe soltanto a sua volta obiettare che il ricorso al vaccino russo non sicuro e che, pertanto, non in linea con le sue decisioni di contrasto alla pandemia. Ma De Luca replicherebbe che il contratto diventer operativo soltanto dopo che l’uso del vaccino sia stato debitamente autorizzato dagli istituti di controllo. Un intrico, come si vede, che reso possibile dalla riforma del Titolo V della Costituzione e che ha reso l’Italia una Repubblica tutt’altro che una e indivisibile (come si legge nell’art.5).

Di sicuro, per, il Presidente De Luca corre il rischio di una responsabilit penale per abuso, anche se potrebbe sostenere che comprare vaccini un’attivit esecutiva che non rientra tra quelle che, secondo la Corte costituzionale, riservata al monopolio decisorio dello Stato. , peraltro un rischio al quale ha fatto l’abitudine e, credo, lo abbia dato per scontato, confidando sulla possibilit di menare vanto, in un domani prossimo, di avere, con la sua risolutezza e con il suo coraggio, portato i cittadini campani fuori dall’incubo prima degli altri. Gioca la sua partita politica. Non c’ altro.

3 aprile 2021 | 08:11






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