Covid, a Pasqua va in scena ancora il great reset sociale


La Pasqua del 2021 sembra potersi classificare come un capitolo di qualche romanzo distopico alla Orwell o alla Huxley. A suffragare la nostra tesi, che pure a tutta prima potrebbe apparire esageratamente radicale, è una congerie di notizie che si accumulano in queste ore; notizie che sembrerebbero inventate di sana pianta e che invece, purtroppo, riguardano la realtà di cui siamo abitatori, contribuendo a fare apparire lo stesso Orwell come un dilettante. “La Nazione” ci segnala che si sono intensificati i controlli e che si presterà molta attenzione alle dosi da asporto, mediante le quali si sgominaranno pericolose bande familiari che osano sfidare i dpcm e radunarsi per il dì di festa.

“Il Piccolo”, per parte sua, offre generosamente in omaggio ai suoi lettori la guida con i divieti Pasquali, un imperdibile vademecum per non incappare nelle salate sanzioni connesse al nuovo Leviatano terapeutico. Il “Corriere di Bologna“, poi, ci informa che nella città detta “la Dotta” (e che ormai andrebbe anche appellata “la blindata”) vengono impiegati elicotteri per stanare dall’alto pericolosissimi assembramenti di esseri umani che ancora non hanno metabolizzato il sacro principio del distanziamento sociale, fulcro del nuovo regime che, al fine di proteggervi la vita, vi espropria di ogni libertà e di ogni diritto.

A Tempio Pausania, in Sardegna, apprendiamo che sono stati chiusi il cimitero e il mercato, al fine di contenere la diffusione del virus in questi giorni legati alle festività pasquali. L’elenco potrebbe proseguire a oltranza, naturalmente. Ma non è questo il punto fondamentale. La cosa su cui bisogna ragionare seriamente, invece, è che in nome della lotta al virus ancora una volta viene giustificato l’ingiustificabile, un regime in piena regola, ogni giorno più opprimente e disumano, che sempre si legittima grazie alla collaudata narrazione biosecuritaria, secondo cui la vita come sopravvivenza è la cosa più importante: per garantirla nell’emergenza, tutto può e deve essere sacrificato.

È la base di questa pandemia del rocchetto o dello yo-yo. Dalla fase 2 alla fase 1. E così via all’infinito. Ecco come vi spiego in parole semplici e alla portata di tutti l’essenza della emergenza epidemiologica come nuovo paradigma di governo delle cose e delle persone. Si fa passare l’idea che, data l’emergenza, vi è bisogno di norme di emergenza. Poi l’emergenza diviene nuova normalità e quindi anche le norme attivatesi per l’emergenza divengono nuova normalità. Con ciò si è prodotto il grande cambiamento o great reset che dir si voglia. La resa colma di gratitudine dei più è assicurata.

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell’associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, “Bentornato Marx!” (Bompiani 2009), “Il futuro è nostro” (Bompiani 2009), “Pensare altrimenti” (Einaudi 2017).

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