gli scenari e il rebus dei numeri- Corriere.it


Sono ore convulse, come si suol dire. L’uscita di ieri di Conte (se c’ la crisi mai pi con Italia Viva) ha cambiato tutte le carte. Chi si aspettava un “Conte Ter” e avanti con la legislatura ha capito che questo rassicurante esito meno probabile, e di conseguenza pi elevato il rischio che si vada a un governo di scopo, con lo scopo di preparare le elezioni.

Il gruppo di vertice dei renziani si convinto che Conte ha gi un accordo con una quindicina di “responsabili” per far nascere il “governo Conte-Mastella”; altrimenti – dicono – la sua mossa non si spiegherebbe, sarebbe un suicidio. Ma in realt le voci dal Palazzo Madama dicono che il gruppo (per renderlo presentabile a Mattarella dovrebbe essere un “gruppo”, non un mero manipolo di “cani sciolti”) non c’ ancora.


Per ora ci potrebbe essere. La mossa di Conte stata un azzardo, un “all in” alla Renzi; ma starebbe per funzionando come una “profezia che si autoavvera”, Per cui tutti chiamano tutti (molto attivo Brunetta). Le manovre pi convulse sono ovviamente intorno al gruppo misto del Senato, dove ci sono alcuni ex del centrodestra, da Romani ai senatori di Cambiamo che fanno riferimento a Toti, e anche verso alcuni renziani ora preoccupati che la strategia del loro capo li porti a elezioni da cui non uscirebbero vivi (ricordiamo che scatterebbe il taglio dei parlamentari).

Servirebbe peraltro un nome per tale gruppo, ma le sigle possibili (perch erano presenti alle elezioni) sono solo quella dell’Udc di Cesa e Idea di Quagliariello. Se questo gruppo si appaleser, allora Conte potrebbe chiedere di essere mandato alle Camere per un voto di fiducia.

13 gennaio 2021 (modifica il 13 gennaio 2021 | 14:40)





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