Non c'è accordo sulla scuola E Conte ora torna a tremare



Il governo ha appena chiuso la ferita Bonafede, che già trema di nuovo. Questa volta a far saltare il banco non sarà la Giustizia, ma la scuola. Nell’esecutivo infatti sta per esplodere la mina concorsi per i docenti. Prima di parlare dell’esito del vertice di questa sera di maggioranza ricapitoliamo le posizioni. Da un lato ci sono i 5 Stelle che vogliono un concorso per i precari (stiamo parlando di migliaia di docenti) per titoli ed esami con un test da effettuare durante la procedura di concorso. Dall’altro c’è Italia Viva e il Pd che vanno in pressing per evitare l’esame e procedere ad una selezioni solo per titoli, il tutto per evitare il rischio contagi durante il concorso. Il l vertice, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina e dei capigruppo della maggioranza, non ha prodotto un accordo. Una nuova riunione si dovrebbe tenere tra domani e dopodomani, secondo quanto riferiscono fonti che hanno partecipato al tavolo. I dem non mollano la presa e così rilanciano: “Il vertice di maggioranza è terminato con la decisione di Conte di proporre una proposta di mediazione. Per il Pd il concorso con le prove resta molto difficile da prevedere”. Parole chiare che vanno a definire meglio la posizione del Pd.

Il tema dei concorsi è caldissimo. Infatti da anni i precari attendono questo appuntamento come lo attendono anche gli aspiranti docenti in possesso dei 24 Cfu che danno diritto alla partecipazione al concorso ordinario, l’altra maxi selezione per tappare i buchi della scuola a settembre. E i Cinque Stelle rispondo ai dem con Buffagni (facendo così salire la tensione nell’esecutivo): “I nostri ragazzi, gli studenti di oggi, rappresentano il futuro del nostro Paese. Meritano un’educazione di assoluto valore che deve arrivare loro attraverso una scuola di qualità e al passo coi tempi. No ai ricatti, no concorsi per soli titoli”. E così è probabile che già domani possa esserci una nuova riunione di maggioranza. Il nodo da sciogliere comunque resta quello dei precari e della modalità del concorso per la loro stabilizzazione. I tempi sono stretti dal momento che il dl Scuola approderà in aula al Senato martedì prossimo. Il terreno scuola dunque si fa sempre più scivoloso per il governo e di fatto potrebbero esserci delle sorprese. Di fatto M5s, Pd, Iv e Leu da qualche mese ormai vivono come dei separati in casa. E solo l’emergenza Covid ha evitato la rottura del patto di governo. Gli scossoni dati da Renzi hanno lasciato intendere che la poltrona di Conte è sempre più in bilico. E il premier potrebbe presto perderla anche sul muro della scuola che sta diventando un tema centrale nella guerra (ormai infinita) giallorossa.



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