Criptovalute: il portafoglio nativo del browser opera supporterà anche bitcoin e TRON


Qualche settimana fa avevamo dato notizia del fatto che prima Opera aveva implementato un portafoglio di criptovalute nativo per il suo browser, e poi che tale innovazione era diventata disponibile anche per gli utenti Iphone (mentre in un primo momento tale opportunità era stata appannaggio esclusivo degli utenti android); nella giornata di mercoledì 10 Luglio è arrivata una nuova importante novità, se inizialmente infatti il portafoglio Opera supportava solo ETH e i token sviluppati con tecnologia ERC20 (realizzati cioè su piattaforma Ethereum), adesso sarà possibile archiviare sul proprio wallet opera anche bitcoin, tron e i token TRC10. La nuova direzione intrapresa da internet prende oggi il nome di web 3.0, una nomenclatura inizialmente attribuita al così detto web semantico ma che ormai sempre più comunemente viene usata per riferirsi alla fusione tra internet e i prodotti sviluppati su blockchain (come ad esempio le app decentralizzate). Il lavoro che sta facendo Opera è importante non solo per il browser stesso, perché gli permette di intercettare le simpatie degli appassionati di cripto recuperando quote di mercato su concorrenti nettamente più forti come chrome e firefox, ma anche per il mondo delle cripto più in generale perché rende più accessibile e semplice per gli utenti entrare in contatto con questa tecnologia e favorisce l’uso delle criptovalute come principali mezzi di pagamento per gli acquisti online. Bisogna poi considerare che il mondo degli smartphone è di importanza cruciale per la crescita dell’industria blockchain, non fosse altro perché oggi tutti ne possiedono uno, persino nei paesi più poveri, infatti, è ormai frequente vedere persone più o meno giovani con un cellulare in mano anche perché c’è tutto un mercato dell’usato che permette a chiunque di acquistare un telefono di discreta qualità con poche decine di dollari; per altro proprio i paesi più arretrati sono considerati centrali per la diffusione delle criptovalute dal momento che sono anche quelli da cui parte il maggior numero di persone, in cerca di opportunità di lavoro in paesi economicamente più floridi, e, come noto, quello delle rimesse dei migranti è un segmento del mercato particolarmente rilevante per le cripto. Fino a poco tempo fa, infatti, un ragazzo che avesse voluto inviare denaro alla propria famiglia avrebbe dovuto appoggiarsi a una società di money transfer, mentre oggi può fare la stessa identica cosa usando le criptovalute e pagando in questo modo commissioni molto più basse, per non parlare dei tempi infinitamente inferiori per completare le transazioni. E’ anche vero che le persone si dovranno abituare a convertire bitcoin in dollari, o altra valuta fiat, prima di inviare del denaro, del resto siamo ancora tutti abituati a quantificare il valore delle cose sulla base delle rispettive valute fiat locali, tuttavia non è difficile immaginare un futuro in cui, man mano che l’uso delle criptovalute si diffonderà sempre di più, la moneta di riferimento per tutti diventi proprio BTC, che in questo modo sarebbe sostanzialmente la prima moneta globale nella storia dell’umanità, accettata ovunque e da chiunque in ogni parte del mondo.

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