Giornata infuocata  


Giornata infuocata

(Foto Fotogramma)

Prima lo strappo sull’autonomia, poi lo scontro sul decreto bis mentre Gianluca Savoini viene indagato per il caso dei presunti fondi russi alla Lega. Giornata bollente per il governo gialloverde in cui la tensione è altissima.
Il premier Giuseppe Conte non ha assistito “a nessuno strappo, non per sminuire quelle che possono essere delle divergenze” sull’autonomia che “si farà”. “Ci stiamo confrontando, non abbiamo ancora trovato una sintesi. Ma sono assolutamente fiducioso che anche su questo, sulla scuola, sull’istruzione, la troveremo. I tempi? Brevi, brevissimi”, rassicura. Fatto sta che a un certo punto fonti della Lega affermano: “Sull’autonomia invece di andare avanti si torna indietro”. Gabbie salariali e scuola fanno saltare il banco. “Si va avanti, ma nessuno spezzatino della scuola. Non lo permetteremo” dicono all’AdnKronos qualificate fonti M5S, presenti al tavolo, replicando così alla denuncia di un brusco rallentamento sulla riforma. Quanto alla proposta della Lega “di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud” per “il M5S è totalmente inaccettabile” aggiungono le fonti 5S. “Una simile proposta – si sottolinea – spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista”, perché inoltre “impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre università, diventerà difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano”.


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