Alcune delle maggiori banche giapponesi lasciano Ripple


La notizia ha iniziato a circolare la settimana scorsa, per verificarla ci abbiamo messo un po’ di tempo; la cosa ha una certa rilevanza visto che parliamo di cinque dei maggiori gruppi bancari del Giappone. L’ultima ad abbandonare il progetto (money tap) è Resona, la quinta banca del paese, che però non ha fornito alcuna motivazione sulla sua decisione; proviamo quindi a capire meglio di cosa stiamo parlando. Da tempo Ripple lavora a un progetto, Money Tap, che è stato lanciato ufficialmente lo scorso ottobre grazie a una partnership con altri due grandi gruppi bancari (oltre la già citata Resona) e cioè SBI Sumishin Net Bank e Suruga Bank; l’idea era di consentire trasferimenti interbancari in tempo reale usando per la gestione dei pagamenti xCurrent di Ripple. Tra le varie funzionalità che questo progetto offre agli utenti, la possibilità di spostare i loro fondi gratuitamente, utilizzando i numeri di telefono dei destinatari (o un QRcode), con alti standard di sicurezza resi possibili dallo sfruttamento delle funzionalità di riconoscimento biometrico oggi disponibili su numerosi smartphone (come ad esempio la scansione delle impronte digitali). Insomma, si tratterebbe di una specie di ibrido che mette insieme (concettualmente) una sorta di paypal con una sorta di whatsapp dei pagamenti. La notizia dell’ennesimo abbandono ha suscitato grandi discussioni online, tuttavia ricordiamo che appena un mese fa nel progetto sono entrate ben 13 banche, che hanno portato nuova liquidità divenendo azioniste di money tap anche se, stando a quello che si legge in giro, ancora nessuna ha implementato il prodotto. La mia sensazione è che questo tipo di defezioni, pur non essendo senz’altro un segnale positivo, non sono comunque la fine del mondo; di recente ripple ha avviato una serie di partnership strategiche in numerosi settori differenti, che vanno dal favorire l’uso di XRP come mezzo di pagamento a partnership nel settore bancario per favorire l’adozione della sua tecnologia (e quindi della propria piattaforma con tutti i vari strumenti che potranno essere implementati in futuro). Nonostante gli attacchi a questo progetto si sprechino nel mondo delle criptovalute (che come noto non ha grande simpatia per le banche), ripple continua ad apparire un progetto abbastanza solido, capace di sopravvivere nel tempo e uscito rafforzato dalle nuove norme USA che regolano il settore e che sanciscono una volta per tutte che criptovalute e token non possono essere in alcun modo considerate ne equiparate a obbligazioni; questo mette quindi al riparo il consorzio R3 dai rischi di carattere legale che si erano profilati, conferendo una solidità a ripple che prima di questa legge non sembrava avere.

L’articolo Alcune delle maggiori banche giapponesi lasciano Ripple proviene da Valute Virtuali.



Source link