5G, il rischio Cina c’: Conte promette controlli su Huawei


Il rischio c’, ma non ci sar alcuno stop ai contratti in essere o a quelli da stipulare con le aziende cinesi sulla telefonia
mobile. Intese, tuttavia, da garantire dopo tutte le verifiche previste, se necessario da rafforzare. A sei mesi di distanza
dalla prima audizione, Giuseppe Conte parla per due ore al Copasir (Comitato parlamentare sicurezza della Repubblica) presieduto
da Lorenzo Guerini.


Il tema a farla da padrone quello del 5G, lo standard di ultima generazione dove Huawei e Zte sono aziende cinesi fortissime
in termini di competitivit e brevetti. I timori di infiltrazioni rischiose per la sicurezza nazionale non sono di ieri, documentati
anche in via ufficiale dai servizi di informazione come nell’ultima Relazione presentata dal direttore del Dis, Gennaro Vecchione.
La questione si spinge a dividere gi da giorni i due partiti di governo in parti contrapposte. La Lega di Matteo Salvini
allineata agli Usa, ostile alle aziende di Pechino; M5S invece in dialogo aperto. Una dialettica destinata a protrarsi.

Conte: vigileremo con la massima attenzione
Il presidente del Consiglio, sentito al Copasir vista la delega all’intelligence, nonostante le pressioni a pi riprese sugli
alleati non si uniformato alla posizione americana di opposizione netta all’offerta cinese. Lo aveva gi lasciato intendere
nei giorni scorsi dopo aver studiato il dossier fornito dall’intelligence. Conte cos prende le distanze da Salvini, deciso
a sposare la tesi di Washington parlando di colonizzazione di Pechino e di sicurezza e interesse nazionale. Il presidente
del Consiglio lascia al primo posto la questione della sicurezza. Ma ricorda anche come al dicastero dello Sviluppo economico
partita il 19 febbraio una struttura strategica. il Cvcn, “centro di valutazione e certificazione nazionale per la verifica
delle condizioni di sicurezza e dell’assenza di vulnerabilit di prodotti, apparati e sistemi destinati ad essere utilizzati
per il funzionamento di reti, servizi e infrastrutture critiche” previsto dal Dpcm 17 gennaio 2017. Secondo fonti qualificate
se i prodotti cinesi, come di qualunque altro paese, sono valutati e certificati, il problema non sussiste.


Occhio ai contratti, “rischio gestibile”
Conte si dunque impegnato con il Copasir a rafforzare gli attuali strumenti di controllo. La questione merita ulteriori
approfondimenti: il comitato li proseguir nelle prossime settimane – sottolinea il presidente Guerini – anche in relazione
all’indagine conoscitiva sulla cyber sicurezza. Al Copasir cos emerso il concetto del rischio gestibile tenuto conto,
tra l’altro, che Huawei ha gi contratti in essere con la telefonia mobile in Italia. Il principio comunque pi condiviso
da tutti ieri al comitato parlamentare stata la priorit imprescindibile alle esigenze di sicurezza nazionale: in nessun
caso derogabili da convenienze di mercato. La scommessa, ora, tutta sulla capacit dell’Italia di difendersi. Dall’insidia
di una minaccia, quella di intelligence economiche estere, sempre pi forti. Cinesi, ma non solo.



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